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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 15/07/2013  -  stampato il 11/12/2016


Carcere di Cagliari: Buoncammino fatiscente, il nuovo di Uta forse finito per il 2014

Piano Carceri: carcere di Cagliari Buoncammino in condizioni difficili da gestire. Quello nuovo il località Uta, ancora con parecchi lavori da ultimare, forse sarà inaugurato nel 2014.

Buoncammino, il solito inferno. Uta, l'eterna incompiuta. Per questo i detenuti, ma anche gli agenti di Polizia Penitenziaria, sono costretti ad un'altra estate di passione. C'è il solito problema del sovraffollamento, con il numero dei detenuti che non si discosta troppo da quota 530, quando la capienza massima dovrebbe essere di 350.

Ci sono in prospettiva i soliti piccoli-grandi allarmi (celle troppo piccole, situazione igienico sanitaria precaria, poche possibilità di lavorare) che la protesta dell'altro giorno ha amplificato in maniera considerevole. Ma così non si può più andare avanti.
"I detenuti di Buoncammino stanno marcendo, ci sono alcune celle al pianterreno che d'inverno e anche in questi giorni di caldo sono umide. Una umidità tale che esce acqua dal pavimento per cui devono dormire con cerate e giacche a vento. Capita spesso che non ci sia acqua calda e riscaldamento e, nel caso di guasti, non ci sono soldi per le riparazioni".

Parole, musica e polemiche dell'avvocato Annamaria Busia che ieri mattina, insieme a Maria Grazia Caligaris (dell'associazione socialismo diritti riforme) e alla moglie di un detenuto trasferito nei giorni scorsi a Lanusei (per punizione?), ha organizzato un sit-in davanti a Buoncammino per denunciare la situazione difficile del penitenziario, chiedere spiegazioni sulla mancata apertura del carcere di Uta e lanciare un appello ai parlamentari sardi affinché venga modificato l'articolo 41 bis che porterà i detenuti in regime di carcere duro negli istituti penitenziari isolani. Se non una vera e propria invasione, poco ci manca.

"Dietro la mancata apertura di Uta c'è qualche cosa di poco chiaro, era stato creato per trasferire i detenuti di Cagliari, ma è tutto fermo - ha sottolineato il legale - Dobbiamo ringraziare il personale di Buoncammino, il direttore Pale e gli agenti che fanno enormi sforzi per tamponare questa situazione. I detenuti non vogliono niente, chiedono solo che venga rispettato il loro diritto di esseri umani, ci sono diverse pronunce in materia da parte della Corte Europea.

Io ho presentato un esposto in Procura proprio perché credo che la situazione di Buoncammino sia da portare davanti a Strasburgo". Su Uta il legale sospetta che "i soldi che erano destinati al carcere siano andati a finire per completare e costruire i bracci speciali che devono contenere i detenuti 41bis". Riguardo alla situazione di Uta, è intervenuta Maria Grazia Caligaris: "L'amministrazione ha detto che il carcere potrebbe aprire a fine 2013 ma i lavori da fare sono tali che questa data è già stata superata. Ci sono tanti allestimenti da fare, per non parlare della situazione all'esterno del nuovo carcere, tra bonifiche da fare ed emergenze da tappare".

Sul fronte del 41 bis l'avvocato Busia chiede l'interessamento dei parlamentarsi sardi: "Lancio un appello a tutti i deputati e senatori eletti nell'Isola, al presidente del Consiglio Letta, perché ci sia una modifica del 41 bis: deve essere cancellato il comma che è stato introdotto nel 2009 e che prevede il trasferimento dei detenuti nelle carceri insulari".

La Nuova Sardegna