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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 18/07/2013  -  stampato il 05/12/2016


Inferno Poggioreale: il Ministro Cancellieri invia gli Ispettori

"Fa male vedere quelle immagini, sentire quelle parole dense di dolore. Ma purtroppo non basta un giorno per trovare una risposta". Nessuna resa o rassegnazione, però: il ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri è donna pragmatica. Al carcere di Poggioreale arrivano già oggi gli ispettori e a breve saranno aperti quattro nuovi locali per i colloqui. E non è escluso l'invio di rinforzi, in aiuto al personale che opera in condizioni estremamente difficili.

Ministro, ha visto il video de "Il Mattino"?
"Sapevo che la situazione era pesante ma non fino a questo punto".

Duemila e 800 detenuti, in una struttura che può contenerne 1.350, meno della metà. Servizi igienici che di igienico hanno ben poco, promiscuità tra detenuti condannati per reati gravi e ragazzi alla prima esperienza in carcere. Scontare una pena significa anche essere dimenticati?
"Poggioreale è forse il carcere italiano che si trova nelle peggiori condizioni. È ai massimi livelli del male. Affrontare il problema del sovraffollamento, per arrivare a risolverlo - speriamo tutti in un futuro il più vicino possibile - significa costruire nuove strutture, soprattutto in Campania. Ci stiamo lavorando".

A Poggioreale, però, accade di più. Anche i parenti dei detenuti hanno perso i loro diritti: ore in fila per un colloquio con il loro familiare, bambini che piangono, anziani che si sentono male. Ministro, dov'è la civiltà in tutto questo?
"È devastante ciò che rimandano quelle immagini. Ho disposto subito una ispezione, che partirà domani (oggi per chi legge, ndr). Vogliamo capire quel che accade, ma posso già dire fin da ora che a breve - nel giro di pochi giorni - apriranno quattro nuovi locali per i colloqui. Ho detto di accelerare al massimo per portare a termine i lavori. Aiuteranno ad alleggerire la pressione e a consentire più colloqui".

Il sovraffollamento comporta anche un sovraccarico di lavoro per il personale penitenziario. Il timore è che la situazione diventi ingestibile.
"Vedremo sulla base dei resoconti se mandare anche personale aggiuntivo. Con l'apertura di quattro nuovi locali per i colloqui e nuovi rinforzi possiamo già fare passi in avanti. Ma mi viene in mente un suggerimento: perché non valutare l'introduzione di un sistema diviso per lettere? Nel tal giorno le visite sono consentite per i detenuti il cui cognome comincia con determinate lettere dell'alfabeto. Oppure definire agevolazioni per chi ha figli minori. Saremo operativi al più presto, appena ottenuti tutti gli elementi di valutazione. Questi sono gli interventi nell'immediato, mentre per diminuire l'affollamento - drammatico a Poggioreale - è necessario un discorso più generale e che richiede, ovviamente, più tempo".

L'articolo 27 della Costituzione dice che le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tenere conto della rieducazione. A Poggioreale si sta in cella quasi tutta la giornata, pochissimi detenuti sono ammessi al lavoro, è quasi impossibile aiutare il reinserimento esterno. È costituzionale tutto questo?
"Se l'Europa ci sanziona per il nostro sistema carcerario c'è un motivo... Sono arrivata al ministero della Giustizia da soli due mesi. Non è mio costume fare promesse prima di essere certa di poterle mantenere e poiché questi problemi ce li stiamo trascinando avanti da anni, chiedo che mi venga dato il tempo per una corretta valutazione. Tutti quanti, al ministero, stiamo lavorando a tempo pieno per arrivare a una soluzione".

Per Fëdor Dostoevskij si arriva alla salvezza attraverso la sofferenza. In un carcere italiano espiare la pena che cosa comporta?
"La privazione della libertà è già essa stessa sofferenza. Non ci possiamo permettere, perché è immorale, determinate situazioni carcerarie o quei bambini in fila in attesa di essere abbracciati dal padre. È una situazione di cui ho avuto notizia solo in queste ore; ero consapevole delle condizioni difficili di Poggioreale ma non pensavo che venisse infranta ogni regola civile. Suscita un urlo di rabbia".

Parlando di carcere non si conquistano consensi. I partiti, al di là dei radicali, se ne occupano quando si arriva all'emergenza.
"Io so che noi stiamo affrontando la situazione con molta determinazione e non solo perché ce lo chiede l'Europa ma perché è giusto".

Un'amnistia è possibile?
"È una decisione che spetta al Parlamento. Per me, dal punto di vista tecnico, servirebbe eccome".

Il Mattino