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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 22/07/2013  -  stampato il 06/12/2016


Ministro Cancellieri sconfessa il DAP: presto la riapertura di Laureana di Borrello

Il Ministro Cancellieri, presto potrebbe annunciare la riapertura del carcere a custodia attenuata di Laureana di Borrello.

Sono giorni di attesa. Anna Maria Cancellieri, che da ministro dell’Interno ha segnato la storia del Comune di Reggio Calabria chiedendone lo scioglimento dopo la relazione della terna comnmissariale, adesso è attesa in Calabria nella nuova veste di ministro della Giustizia per la tanto annunciata apertura di un’ala del carcere di Arghillà, dopo 14 anni di cantiere. Ma l’attesa attiene anche ad un altro istituto penitenziario, il carcere sperimentale a custodia attenuata “Luigi Daga” di Laureana di Borrello, in provincia di Reggio Calabria, chiuso lo scorso settembre in un clima di vibranti contestazioni, la cui riapertura era attesa entro aprile.

Mantiene alta l’attenzione da questo punto di vista e non da ora, il consigliere provinciale di Rifondazione Comunista Giuseppe Longo che martedì incontrerà il ministro Cancellieri. Il comitato civico di Laureana Di Borrello ha programmato un sit in nella stessa giornata con l’auspicio di poter incontrare il ministro.

Il prossimo settembre saranno dodici mesi dalla chiusura, dal trasferimento di detenuti ed agenti di Polizia Penitenziaria da quel carcere ritenuto sottoutilizzato in cui tuttavia spiccavano la virtuosità di una recidiva bassissima e la testimonianza preziosa di giovani ex detenuti che concretizzavano il principio di rieducazione della pena almeno in questo angolo di Calabria. Eppure la chiusura fu mantenuta con la necessità anche di battersi per evitare la modifica della destinazione della medesima. Ma adesso tutto sembra evolversi per il meglio. Il ministro Cancellieri potrebbe annunciare l’apertura dell’istituto penitenziario in occasione di questa visita che, d’altro canto, comincia a scrivere la parola fine sulla decennale vicenda del carcere di Arghillà.

L’auspicio è che la struttura,diretta da Angela Marcello, possa tornare ad operare in Calabria riprendendo a rappresentare un modello virtuoso di detenzione per persone al primo reato non associativo e di stampo mafioso, di età non superiore ai 35 anni, e protagonisti del progetto sperimentale, fondato sul patto ideato dal compianto provveditore Paolo Quattrone, e dunque sulla responsabilizzazione della persona detenuta. Un patto che di fatto aveva ridotto la recidiva, dunque la ricaduta, una volta fuori dall’istituto di Laureana, nell’atto criminoso.

Una brusca ed inattesa battuta di arresto da cui trarre l’occasione per rilanciare la struttura con nuovi progetti di reinserimento professionale e lavorativo.

Si attende adesso l’annuncio ufficiale del ministro Cancellieri.

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