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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 06/08/2013  -  stampato il 07/12/2016


Sovraffollamento, autogestione, carenza d'organico: le carceri in Honduras in mano ai detenuti

Chi finisce nelle prigioni dell’Honduras non è sottoposto alle leggi dello stato, ma a quelle imposte dai prigionieri. Secondo un rapporto della commissione inter-americana dei diritti umani, in tutte e 24 le prigioni del paese sarebbero i prigionieri stessi a gestirsi, scegliendo i cosiddetti coordinatori, che stabiliscono le regole e determinano le sanzioni e che spesso appartengono a bande criminali. La notizia è stata riportata da Zeit Online che riporta i risultati del Rapporto della Commissione inter-americana dei diritti umani.

GUARDIE IMPOTENTI - Secondo il rapporto, il personale carcerario non sarebbe intervenuto ad arginare il fenomeno e molte delle sanzioni stabilite dai “coordinatori” sarebbero avvenute sotto gli occhi delle guardie. La commissione ha descritto il sistema carcerario come “inumano e corrotto”. I diritti dei carcerati vengono violati ripetutamente. Il sistema di sorveglianza dei prigionieri sarebbe così inadeguato che i carcerati potrebbero evadere in ogni momento, se solo decidessero di farlo. Questo problema è stato evidenziato principalmente per il carcere di San Pedro Sula.

CARCERI SOVRAFFOLLATE - Secondo il governo honduregno sono attualmente 12.263 le persone detenute nelle carceri del paese, che sono state progettate per ospitare solo 8.120 detenuti. Il sovraffollamento sarebbe riconducibile al fatto che la magistratura sta lavorando troppo lentamente, infatti circa la metà dei detenuti sarebbe in attesa di giudizio. Come se non bastasse, la corruzione all’interno delle carceri è molto diffusa, il personale troppo spesso non è sufficientemente addestrato e viene sopraffatto dai detenuti.

Le autorità carcerarie permettono ai detenuti di portare avanti i loro traffici se ciò porta loro profitto, inoltre donne e uomini non sarebbero adeguatamente separati all’interno delle carceri stesse. Queste condizioni hanno portato alla morte di 362 persone, quando nel 2012 scoppiò un incendio nel carcere di Comayagua. Secondo la commissione dei diritti umani, le autorità erano consapevoli del rischio elevato in caso di incendio dal 2004, ma nessuno aveva preso degli accorgimenti in merito a questo problema.

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