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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 08/08/2013  -  stampato il 04/12/2016


Berlusconi sembra si sia deciso: chiederemo l'amnistia, pronti con la raccolta firme

Una legge uguale a quella del 1992: per "svuotare le carceri" affollate, ma che cancelli anche la condanna per frode fiscale. È la richiesta decisa dal Cavaliere e dai suoi. Con un ricatto implicito: o passa o crolla tutto.

Una petizione popolare per presentare al Parlamento la legge che garantisca l'amnistia a Silvio Berlusconi. Una legge ritagliata su quella del 1992, ma ben attenta a non "escludere" dalle maglie il condannato per eccellenza, il leader del Pdl, pur condannato in via definitiva per frode fiscale.
È l'ultima trovata del centrodestra per tentare di salvare il Cavaliere dagli arresti domiciliari e soprattutto dall'incandidabilità, visto che l'amnistia è un provvedimento che cancella sia il reato che la pena. La proposta casca proprio all'indomani dell'incontro al Quirinale fra i capigruppo di Senato e Camera del Pdl, Renato Schifani e Renato Brunetta, con il presidente Napolitano.

Mentre i vertici istituzionali erano a colloquio sul Colle, insomma, invocando "agibilità politica" per il Cavaliere, l'Esercito di Silvio stava mettendo a fuoco i dettagli dell'iniziativa, presentata oggi alle 12 davanti a Montecitorio, come anticipato da "l'Espresso".
Iniziativa per la quale in realtà la macchina organizzativa dell'ultimo gruppo nato nell'alveo del centrodestra con lo scopo di difendere Berlusconi da quella che considerano un'aggressione è già al lavoro per gazebo e moduli. E c'è da scommettere che troverà con molta facilità l'aiuto della macchina organizzativa del partito, con il rischio che diventi l'ennesima tegola sul già traballante governo di Enrico Letta.

"Presenteremo una proposta di legge di iniziativa popolare la settimana prossima e a partire da settembre inizieremo la raccolta delle firme su tutto il territorio nazionale", ha detto Furlan ai cronisti. "Si tratta di una proposta di pacificazione nazionale che ci auguriamo anche le forze politiche di altri schieramenti possano condividere: mi riferisco ai Radicali ma anche alla sinistra che è sensibile a questo tema".

Che non si tratti di una boutade lo dimostra anche il fatto che i rappresentanti dell'Esercito di Silvio, ha aggiunto Furlan, hanno chiesto un incontro con il ministro della Giustizia, Anna Maria Cancellieri. Sì perché, profili di costituzionalità a parte, è chiaro che una mobilitazione di massa degli elettori del centrodestra per fermare la sentenza della Cassazione non favorirebbe il clima di larghe intese, almeno fra gli elettori. Non solo. Il tema dell'amnistia, al netto del caso Berlusconi, è una questione che divide i due poli, fra chi ritiene che le carceri vadano svuotate al più presto, per ripristinare condizioni di vita umane per i detenuti negli istituti italiani. E chi, come la Lega Nord, considera l'amnistia un fatto inaccettabile.

A presentare l'iniziativa sarà Simone Furlan, il portavoce dell'Esercito di Silvio, ma in molti - stando ai boatos - sono già pronti a mobilitarsi sui territori. Per poter presentare la norma che, se votata dai due terzi del parlamento, regalerebbe a Berlusconi la scappatoia dagli arresti domiciliari servirà raccogliere 50 mila firme, un'impresa per nulla complicata per il Pdl, se l'iniziativa di Furlan troverà appoggi e sponde fra i vertici del partito di Berlusconi.

Ieri, verso sera, l'annuncio della presentazione, piuttosto criptico, faceva sapere che l'Esercito di Silvio, associazione nata per "difendere colui che rappresenta un patrimonio per i moderati italiani", alle 12 di martedì 6 agosto in piazza Montecitorio presenterà alla stampa e a tutti gli interessati un'iniziativa "concreta e strategica, di forte ausilio per la situazione politico/istituzionale del nostro Paese che mira a coinvolgere l'intero popolo italiano, nella piena tradizione democratica".

L'Espresso