www.poliziapenitenziaria.it

Home Page> Articolo> Pubblicato il: 08/08/2013  -  stampato il 09/12/2016


Emergenza carceri: Luigi Pagano vice capo DAP, nostro impegno sta dando frutti

''Una risposta complessiva al problema carceri inizia a prendere sostanza, e a dare i suoi frutti''. Luigi Pagano, vice capo del Dap, commenta cosi' con l'Adnkronos il disco verde arrivato ieri da Montecitorio al ddl di conversione del decreto che contiene norme per l'esecuzione della pena. Il provvedimento interviene predisponendo misure alternative alla detenzione in carcere, al fine di ridurre il sovraffollamento degli istituti di pena. ''Si tratta di misure che fanno parte del pacchetto da portare in Europa -rimarca Pagano- insieme al lavoro amministrativo e di riorganizzazione che stiamo portando avanti con l'ampliamento degli spazi e alla creazione di nuovi posti letto per ridurre il problema del sovraffollamento e per ridare dignita' ai luoghi di pena, facendo lavorare anche meglio il personale''.

''Come amministratore -prosegue il numero due del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria- dico che e' importante la legge ma e' importante alo stesso modo l'approccio culturale e attivo che la societa' deve dare. Sanita', lavoro, scuola e formazione sono fattori fondamentali: dobbiamo trovare sinergia con l'esterno. Le associazioni, le regioni, gli enti locali e il terzo settore collaborino con noi. Il reinserimento e' l'unica forma concreta di sicurezza sociale''. ''Aver fatto un decreto legge, strutturale -fa notare Pagano- significa aver dato importanza alla materia. Si e' lavorato, ad esempio, sulle normative ostative alla concessione di misure alternative alla detenzione, in particolar modo per le persone condannate ma in stato di liberta' e in attesa dell'esecuzione della pena. Molte di queste, hanno avuto la possibilita' di vedersi sospeso l'ordine di carcerazione, in attesa della decisione finale del tribunale di sorveglianza. Il dato significativo, credo da legare alla pratica di questo decreto, e' che per effetto dei mancati ingressi, il numero dei detenuti e' calato, dopo diversi anni, a 64.532''.

''Come Amministrazione penitenziaria-mette in chiaro il vice capo del Dap- stiamo operando per offrire piu' spazi ai detenuti oltre che migliori condizioni di lavoro per il personale, ampliare i luoghi di socializzazione interna e gli orari di apertura delle celle, in modo da incentivare anche le attivita' trattamentali. Le due cose, miglior lavoro del personale e condizioni piu' dignitose per i detenuti e piu' utili per la societa', sono perfettamente coniugabili''. ''In definitiva -rimarca Pagano- si vedono riposte di insieme che danno il senso e la misura di un approccio globale. L'emergenza carceri si risolve di certo con leggi adeguate ma anche con una visione culturale diversa perche' c'e' il rischio, come nel passato, che questi norme rimangano sulla carta''. ''Potrei dire banalmente che e' buona cosa estendere la detenzione domiciliare o l'alternativa per andare a lavorare -conclude il vice capo del Dap- ma per concretizzare queste misure e' necessario il domicilio e il lavoro. Solo in rapporto con la societa' esterna, e investendo in sicurezza, il problema puo' essere risolto''.

Adnkronos