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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 09/08/2013  -  stampato il 03/12/2016


Carcere di Pavia: apertura del nuovo padiglione, ma mancano Agenti, medici e infermieri.

Carcere di Pavia: in previsione l'apertura del nuovo padiglione, ma mancano Agenti di Polizia Penitenziaria, medici e infermieri.

Al carcere di Torre del Gallo mancano medici, infermieri e agenti. "Senza di loro è difficile che il nuovo padiglione possa aprire", dice il consigliere regionale Giuseppe Villani, che ieri ha visitato il cantiere.

"La situazione è esplosiva e il rischio è quello di mettere in pericolo la sicurezza. Non c'è un minuto da perdere". Il consigliere regionale Giuseppe Villani parla all'uscita del carcere di Torre del Gallo. Ha appena visitato il nuovo padiglione che dal 15 settembre dovrebbe ospitare 300 detenuti protetti e neppure l'incontro con il direttore Iolanda Vitale l'ha rassicurato.

"La direzione e il personale stanno facendo il massimo possibile, sono bravi e impegnati - dice Villani - ma i problemi ora sono davvero grossi. Il personale è già sotto organico di 40 persone e come se non bastasse ha altri 30 addetti distaccati altrove. Sta di fatto che dei 283 previsti ce ne sono solo 213. Non va meglio per i detenuti che superano i 500 in un carcere da 275. In questa situazione ora arrivano anche i problemi del nuovo padiglione e adesso si parla anche di creare un polo psichiatrico al primo dei 4 piani della nuova struttura.
Tutto ciò senza personale, né di sorveglianza, né medico, né infermieristico". Con Vllani c'è il presidente del Centro servizi per il volontariato Pinuccia Balzamo: "Il ministero insiste sulla presenza di un sistema di videosorveglianza all'avanguardia, ma di fronte ad atti di violenza, autolesionismo non basta guardare le immagini, bisogna intervenire".

"La direzione del carcere ha scritto più volte alla Regione e al ministero - dice ancora Villani - ma senza ottenere garanzie sul personale. Basterebbero 3 o 4 ispettori, qualche unità nuova aggiunta al ritorno dei 30 distaccati. Invece nulla. Non si può aprire senza personale, tanto più di fronte a reclusi protetti come pedofili, collaboratori di giustizia e ex appartenenti alle forze dell'ordine. Si tratta di detenuti fragili all'interno del carcere che vanno seguiti in modo particolare. Se si apre senza nuovo personale si finirà per comprimere i diritti minimi dei reclusi e quelli dei lavoratori". Balzamo sottolinea che "il tasso di recidiva per chi vive il carcere duro è del 70%, mentre è solo del 13 per chi segue attività e progetti rieducativi".

Insomma, la sicurezza dei cittadini passa anche dalle condizioni in cui si vive in cella. "Se un detenuto è costretto 22 ore in cella - dice Balzamo - è più facile controllarlo, ma con il risultato di un aumento dei suicidi, degli atti di autolesionismo e delle violenze.
Il problema riguarda la sicurezza di Pavia: ci vogliono alleanze tra le istituzioni, indipendentemente dal colore politico". Villani parla anche del futuro polo psichiatrico: "L'azienda ospedaliera ha scritto più volte in Regione chiedendo forniture farmaceutiche, personale medico, infermieristico e specialisti, ma senza ottenere risposta.

Interverrò immediatamente attraverso la commissione carcere, ma anche in consiglio regionale e presso l'assessore alla Sanità. Inoltre a livello parlamentare ci vuole un'azione presso il ministero della Giustizia affinché destini a Pavia il personale necessario. Torneremo nelle carceri pavesi a Ferragosto e a inizio settembre verificheremo ancora la situazione".

Troiano: il Pirellone provvederà

Il direttore generale dell'azienda ospedaliera Daniela Troiano minimizza: "Sappiamo che alla casa circondariale di Pavia a metà settembre ci saranno nuovi detenuti e noi per quel tempo saremo completamente attivi. La Regione non ha ancora risposto alle nostra richieste di personale e forniture di medicinali? Macché è solo una questione tecnica, ci vuole soltanto il tempo materiale di scrivere una lettera, entro il 15 di settembre tutto sarà a posto".
Sergio Edo che ha materialmente stilato la pratica delle richieste in Regione spiega che "sono state fatte più riunioni". L'azienda ospedaliera dice di aver presentato un progetto complessivo che riguarda l'aumento di detenuti sia al carcere di Voghera sia a quello di Pavia: "Quando abbiamo avuto notizia dell'aumento dei detenuti ci siamo raccordati con Regione Lombardia che ci ha garantito le risorse per l'assistenza per i nuovi detenuti.
Non abbiamo ancora fatto bene i conti su quanto personale medico e infermieristico servirà, visto che dipende tutto da quanti detenuti arriveranno e di quanta assistenza necessiteranno e soprattutto dal tipo di integrazione si potrà fare con il personale già esistente".
Diverso invece il discorso del reparto psichiatrico: "Richieste ufficiali non ce ne sono - dice ancora Sergio Edo - Sappiamo che se ne sta parlando e se ce lo chiederanno saremo pronti a partire con l'assistenza psichiatrica. Certo è che, visto che siamo alla prima settimana di agosto, difficilmente riusciremo a recuperare il personale adeguato a fornire assistenza psichiatrica per il 15 settembre".