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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 15/08/2013  -  stampato il 10/12/2016


Carcere di La Spezia: detenuto minaccia di morte e aggredisce Agente Penitenziario

Episodio di violenza ieri pomeriggio (martedì 13 agosto ndr) nel carcere di La Spezia da parte di un detenuto nordafricano che ha colpito un agente di polizia Penitenziaria in servizio.

"Durante l'apertura pomeridiana per l'immissione al passeggio del detenuto - spiega Roberto Martinelli, Segretario generale aggiunto del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria Sappe - il poliziotto, giunto davanti aduna cella, si è visto prima oggetto, senza peraltro alcuna plausibile motivazione, di minacce di morte da parte del detenuto, che rafforzava la minaccia mimando il gesto del taglio della gola, tenendo in mano una lametta, quindi tentava di scagliarsi contro il collega che, soltanto grazie alla sua prontezza di riflessi, evitava drammatiche conclusioni.

Comunque nella concitazione il detenuto riusciva a procurare un'escoriazione all'altezza dell'addome al collega e il collega stesso nell'evitare ulteriori danni e per tentare di allontanarsi sbatteva violentemente la mano contro le sbarre della cella. Ovviamente tempestivo è stato l'intervento degli altri poliziotti e dopo le prime cure in infermeria il collega è stato trasportato al pronto soccorso su consiglio del medico di guardia".

"A lui va naturalmente tutta la nostra vicinanza e solidarietà - prosegue Martinelli - , ma ci domandiamo quante aggressioni ancora dovrà subire il nostro Personale di Polizia Penitenziaria perché si decida di intervenire concretamente sulle criticità penitenziarie. Questa aggressione ci preoccupa, anche perché avviene a poche ore da analoghe aggressioni a poliziotti nelle carceri di Vercelli e Porto Azzurro".

"La carenza di personale di Polizia Penitenziaria e il costante sovraffollamento detentivo - conclude Martinelli - con le conseguenti ripercussioni negative sulla dignità stessa di chi deve scontare una pena in celle affollate oltre ogni limite e soprattutto di chi in quelle sezioni deve lavorare rappresentando lo Stato come i nostri Agenti, sono temi che si dibattono da tempo, senza soluzione, e sono concause di questi tragici episodi.

Spesso, il personale di Polizia Penitenziaria deve gestire all'interno delle nostre carceri moltissime situazioni di disagio sociale e di tensione, 24 ore su 24, 365 giorni all'anno. Il Dap pensa alle favole, alla vigilanza dinamica ed all'autogestione dei detenuti della quale si tenta di parlare anche per le carceri liguri.

Addirittura, dal primo settembre si vuole far pagare l'affitto ai poliziotti che dormono in Caserma, senza evidentemente neppure sapere che gli Agenti che dormono e vivono in Caserma sono i primi a mobilitarsi (anche quando sono fuori servizio) in caso di gravi eventi critici in carcere. Ma le tensioni in carcere crescono in maniera rapida e preoccupante: bisogna intervenire tempestivamente per garantire adeguata sicurezza agli Agenti e alle strutture! E bisogna che, chi aggredisce gli agenti, sia punito con severità e fermezza".

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