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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 16/08/2013  -  stampato il 09/12/2016


Carcere di Sollicciano senza piano di fuga incendi: tragedia evitata dai poliziotti penitenziari

A Sollicciano, il giorno dopo l'incendio che ha reso necessaria l'evacuazione del reparto clinico, si riflette sul gravissimo rischio che è stato corso. Il cappellano don Vincenzo Russo è rimasto nel carcere fino alle 23 di martedì: "Vengono i brividi pensando a quello che sarebbe potuto succedere. Se si è evitata una tragedia dobbiamo dire grazie alle guardie che in mezzo al fumo sono andate ad aprire le celle e hanno portato via i detenuti.

Ma non è concepibile che non esistano piani di fuga in caso di emergenza, le condizioni di sicurezza in un carcere sono fondamentali. E poi in quel caldo infernale non è così strano che gente disperata perda la testa".

In poco più di 24 ore i principi di incendio sono stati tre: lunedì ne è scoppiato uno, subito spento, nel reparto transito; ieri, martedì, alle 13,30 un detenuto straniero ha dato fuoco al materasso in una grande cella del reparto penale, e anche in questo caso il rogo è stato subito spento; poi, alle 14,30, un detenuto italiano con problemi psichici ha dato fuoco al suo materasso nel reparto clinico, e solo per la bravura degli agenti e degli infermieri, che hanno aperto le celle di tutti i 27 ricoverati e li hanno portati all'aperto, nei passeggi, tutto si è risolto solo con alcuni casi di lieve intossicazione.

Che il rischio incendio nelle carceri sia concreto e di ardua soluzione lo conferma il garante dei detenuti Franco Corleone, che ricorda le 11 vittime del rogo scoppiato nel carcere torinese delle Vallette il 3 giugno 1989: "Il problema è che ci sono sezioni e celle chiuse e chi ha le chiavi deve aprirle una dopo l'altra. In Italia solo il nuovo carcere di Trento ha le aperture automatizzate".

La Camera Penale di Firenze e l'Osservatorio Carcere intervengono per "richiamare nuovamente l'attenzione sulle ormai troppo evidenti condizioni di invivibilità e di pericolosità delle strutture carcerarie". "Condividendo in pieno le lodi spese in favore degli agenti di Polizia Penitenziaria che si sono prodigati per scongiurare una evoluzione drammatica dei fatti, - si legge nella nota - preme ricordare come ormai da molti mesi la Camera Penale di Firenze stia sollecitando l'attenzione sul problema carcerario.

Purtroppo anche l'ultima stesura normativa si è dimostrata un blando palliativo rispetto alle reali necessità. Non sorprende pertanto che il 6 agosto la Giunta dell'Unione Camere penali abbia deliberato l'astensione dalle udienze dal 16 al 20 settembre anche per la questione carceraria". E oggi a Sollicciano una delegazione dei radicali raccoglie le firme per i 12 referendum da loro proposti.

La Repubblica