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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 16/08/2013  -  stampato il 05/12/2016


Sottosegretario Ferri: nelle carceri investire nella tecnologia

"Come membro del Governo non posso che esprimere grande soddisfazione per la cattura di Valentin Frrokaj, il più pericoloso dei due evasi dal carcere di Parma perché condannato all'ergastolo. Grazie alla magistratura e alle forze dell'ordine che hanno lavorato a fondo e bene". È quanto ha dichiarato oggi il sottosegretario alla Giustizia Cosimo Ferri sull'arresto di uno dei due albanesi fuggiti lo scorso 2 febbraio dalla struttura penitenziaria di Parma.

Ferri, nel primo pomeriggio, ha fatto visita proprio al carcere della nostra città che ha definito "una realtà molto importante per la pluralità degli istituti presenti, come il 41 bis, il centro diagnostico sanitario o l'istituto per gli articoli 21 o i semiliberi. È forse una realtà unica nel circuito penitenziario italiano e c'è grande attenzione da parte del Ministero".

E affinché non si ripeta l'episodio dello scorso 2 febbraio il sottosegretario Ferri sottolinea la necessità di potenziare i sistemi informativi. "Occorre fare più investimenti nel sistema di videosorveglianza - ha concluso Ferri - Oggi la tecnologia è in grado di dare un aiuto importante al personale della Polizia Penitenziaria per garantire la sicurezza".

Poi i temi nazionali. "La questione del sovraffollamento carcerario è una delle priorità di questo governo e in particolare del ministro Cancellieri. Da quando si è insediata il ministro si è impegnata in prima persona su questo tema e lo testimoniano i provvedimenti normativi attuati, da ultimo il decreto svuota carceri che è stato convertito in legge dal Parlamento.

Bisogna riconoscere al Governo e a tutti i gruppi parlamentari di avere lavorato con celerità per aver varato questa legge - ha aggiunto Ferri - Il problema comunque sappiamo bene che non è risolto ma è un'ottima medicina vista la recente sentenza della corte di giustizia europea".

"Si può modernizzare poi l'articolo 21 per i detenuti meno pericolosi, potenziando l'istruttoria che si deve fare all'interno degli istituti penitenziari impiegando la grande professionalità di dirigenti ed agenti - ha concluso il sottosegretario alla giustizia - Così come occorre potenziare la magistratura di sorveglianza spostando però alcune competenze amministrative, penso ad esempio ai diritti di visita, anche ai direttori dei nostri istituti, persone qualificate e capaci".

Ansa