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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 19/08/2013  -  stampato il 03/12/2016


Rivolta carcere di Padova: dall'autopsia nessun segno di violenze sul detenuto suicida

Nessun segno di violenza da parte di terzi, né durante l’esame esterno, né dopo l’autopsia. Daoudi Abdelaziz, 21 anni, il detenuto che si è tolto la vita nella Casa Circondariale, non è stato picchiato. O almeno così dicono gli accertamenti medico-legali eseguiti fino ad ora. Saputa la notizia ieri sera i detenuti hanno protestato sbattendo i cucchiai sulle sbarre delle finestre delle celle e rifiutando il cibo: sembra siano stati accesi anche dei fuochi. Prosegue comunque l’indagine della squadra mobile di Padova, come deciso dal pubblico ministero Federica Baccaglini che ha aperto un’inchiesta. Venerdì sera nel carcere padovano è scoppiato il finimondo, con i detenuti in rivolta dopo aver appreso la notizia dalla morte del marocchino: il più giovane detenuto suicida di questo 2013.

L’indagine
Venerdì sera hanno preso il via immediatamente gli accertamenti degli uomini della squadra mobile di Padova che stanno interrogando sia gli agenti della Penitenziaria che i detenuti, per scoprire cosa è successo veramente a Daoudi Abdelaziz. Bisogna chiarire se le violenze esistono o meno. La polizia vuole verificare la veridicità dell’accusa condivisa in massa dai carcerati.

L’autopsia
Ieri in tarda mattinata il professor Claudio Terranova ha eseguito l’autopsia sul corpo del nordafricano ma pare che non sia stato trovato nulla che faccia pensare ad un’aggressione da parte di terze persone. Gli unici segni sul corpo del marocchino sono quelli lasciati dai lacci intorno al collo. Nessuna costola rotta, nessun ematoma su braccia e gambe e nessun segno nemmeno all’addome o alla schiena. Gli interrogatori continueranno anche nei prossimi giorni nel tentativo di raccogliere più testimonianze possibile.

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