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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 20/08/2013  -  stampato il 05/12/2016


Carceri USA: pił di due milioni di detenuti, gli Stati Uniti pensano a leggi svuota carceri

"Con una popolazione carceraria fuori misura e inutilmente ampia, dobbiamo assicurarci che la detenzione sia utilizzata per punire, scoraggiare e riabilitare. Non solamente per rinchiudere in un deposito e dimenticare".
Questa frase - che potrebbe essere stata pronunciata da uno qualsiasi dei Guardasigilli italiani degli ultimi vent'anni, viene invece da un ministro americano. Anche le prigioni statunitensi sono sovraffollate, con un sistema giudiziario iniquo verso i poveri e le minoranze. E il segretario alla Giustizia Eric Holder ha deciso di passare all'azione.

Con una serie di iniziative che sono condivise dall'opposizione repubblicana, preoccupata per il costo esorbitante del sistema carcerario Usa, "inefficiente e insostenibile". Si tratta di uno dei pochi fronti di azione bipartisan per l'amministrazione Obama che oggi si trova sotto pressione su diversi fronti: politica estera, per la gestione della crisi egiziana; economia, per la problematica elaborazione del bilancio e per la difficile scelta del nuovo presidente della Fed. Per non parlare delle polemiche, che non accennano a diminuire, sulle intercettazioni di cittadini americani da parte della Nsa.

Le cifre elencate da Holder alla platea dell'assemblea annuale degli avvocati statunitensi riunita a San Francisco parlano da sole. La 'terra dei liberi' conta il 5% della popolazione mondiale ma il 25% dei detenuti: in tutto ci sono 2,2 milioni di uomini e donne dietro le sbarre delle prigioni Usa. La legge, oltretutto, non sembra proprio essere uguale per tutti.

Il ministro ha citato un "rapporto profondamente preoccupante" secondo il quale i cittadini neri di sesso maschile giudicati colpevoli hanno ricevuto condanne mediamente superiori del 20 per cento rispetto a quelle comminate a cittadini bianchi per reati simili.
"Anche se l'incarcerazione ha un ruolo da svolgere nel nostro sistema giudiziario - ha sottolineato il ministro - il diffuso ricorso al carcere a livello federale, statale e locale è sia inefficace, sia insostenibile. Impone un onere economico significativo - pari a 80 miliardi di dollari nel solo 2010 - accompagnato da costi morali e umani che è impossibile calcolare".

Molte delle proposte dell'amministrazione Obama, che puntano a risparmiare decine di milioni di dollari in costi carcerari, godono del sostegno bipartisan di democratici e repubblicani e il ministro Holder non prevede che siano politicamente controverse. D'altronde, esiste già un forte consenso dei conservatori Usa per riformare il sistema carcerario ma anche per mettere mano alle leggi sulle condanne minime obbligatorie - lasciando così più libertà d'azione ai giudici. I tassi di criminalità americani si trovano attualmente ai livelli minimi da quarant'anni e, venendo meno la pressione sui politici innescata dalla paura per la criminalità, alcuni stati hanno cercato di trovare alternative agli altissimi costi connessi al regime carcerario.

Gli esempi virtuosi a cui guarda l'amministrazione Obama sono quelli di stati come il Texas e l'Arkansas che hanno trovato pene alternative al carcere per i reati di droga di entità minore. Le soluzioni trovate sono ad ampio spettro: dalla conversione delle pene in programmi di riabilitazione e cura, alla scarcerazione dei più anziani o dei detenuti che hanno evidenziato una buona condotta, al rafforzamento dei programmi di reinserimento sociale e di avviamento al lavoro. Un'agenda di lavoro che, nello spirito di misure, ha più di un punto di contatto con il decreto Svuota Carceri recentemente approvato in via definitiva dal Parlamento italiano.

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