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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 30/08/2013  -  stampato il 08/12/2016


Due anni di reclusione in pił per l'evaso dal carcere di Modica

Due anni di reclusione e’ la richiesta di condanna( pena finale poiché il processo si celebra col rito abbreviato), avanzata dal pubblico ministero contro Gianluca Zafarana, il detenuto sciclitano di 29 anni, evaso dal carcere di Modica lo scorso 13 marzo e catturato dopo circa 36 ore, difeso dall’avvocato Francesco Riccotti.

Dopo l’arresto, il giovane era stato rinchiuso nel carcere di Ragusa ma, successivamente, ha subito un altro trasferimento, stavolta a Catanzaro. Il Giudice per l’Udienza Preliminare di Modica, Francesco Chiavegatti, dopo l’arringa dell’avvocato Riccotti che ha chiesto l’assoluzione, si è riservato per la sentenza. Il processo e’ cominciato con un forte ritardo per il mancato arrivo del pubblico ministero.

Dalla Procura si è corso ai ripari ed in aula e’ giunto il vice procuratore onorario Adele Mandara che, però, non essendo un magistrato togato, non poteva discutere il processo. Poco più tardi, il procedimento e’ potuto “decollare” poiché è giunto il Sostituto Procuratore della Repubblica, Alessia La Placa, che ha poi chiesto la condanna. Zafarana era evaso dopo avere scavalcato un muro di recinzione dell’Istituto Penitenziario di Piazza Gesu’.

Era stato catturato dai carabinieri e dalla Polizia Penitenziaria in una casa abbandonata di Cava d’Aliga. Il giovane aveva forzato la porta di una casa disabitata di Via della Pace, utilizzandola come rifugio dove poi era stato individuato e ammanettato. Il giovane sta scontando una pena di tre anni e sei mesi di reclusione. È’ accusato, oltre che di evasione di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale e violazione di domicilio.

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