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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 31/08/2013  -  stampato il 09/12/2016


Risse e continue aggressioni, Sappe, il carcere di Lucca al collasso

Torna al centro delle polemiche il carcere di Lucca, dove negli ultimi giorni si sono registrati molti episodi ed eventi critici. E il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria Sappe mette sotto accusa i vertici nazionali e regionali dell’amministrazione, “insensibili ed incapaci a risolvere le criticità dell’istituto lucchese”.

“Negli ultimi sette giorni si sono verificati nel penitenziario di Lucca diversi eventi critici, che hanno visto quasi tutti protagonisti detenuti della III sezione, quella da poco ristrutturata e riaperta a metà agosto in pieno piano ferie estivo, dove il provveditorato peniteniziario di Firenze continua a mandare detenuti di difficile gestione e con molteplici problemi anche di natura psichiatrica”, spiega Donato Capece, segretario generale del Sappe, la prima e più rappresentativa organizzazione di categoria.

“Le criticità sono enormemente in crescita, tanto che negli ultimi sette giorni ci sono state risse per futili motivi, due tentativi di impiccamento di detenuti stranieri (risolti grazie al pronto intervento del pur risicato personale di Polizia Penitenziaria), la protesta di un nutrito gruppo di ristretti che si sono rifiutati di rientrare in cella al termine dell’ora d’aria. In ultimo, qualche giorno fa, un detenuto, dopo essersi procurato tagli ad un braccio, ha dato in escandescenze e tre colleghi della Polizia Penitenziaria, per immobilizzarlo, si sono sporcati di sangue del detenuto e si sono dovuti recare al locale pronto soccorso (con la propria auto) per sottoporsi alla profilassi di eventuali malattie contagiose”.

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