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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 03/09/2013  -  stampato il 05/12/2016


Motivazioni sentenza Cucchi, Sappe: ora chiedete scusa alla Polizia Penitenziaria per le accuse infamanti!

“Le motivazioni della sentenza con cui la Terza Corte d’Assise di Roma lo scorso 5 giugno ha condannato sei medici ed assolto i tre agenti di Polizia Penitenziaria per la morte di Stefano Cucchi ci inducono a tornare a chiedere al Ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri, che pure ebbe a esprimere 'solidarietà' alla sorella di Cucchi, di tutelare e difendere l’onorabilità del Corpo di Polizia Penitenziaria e dei suoi appartenenti che furono oggetto in quei giorni, in quelle settimane, in quei mesi, di un linciaggio mediatico senza precedenti.

Non è possibile continuare ad assistere, leggere e ascoltare dichiarazioni francamente inaccettabili di chi dimostra di non aver alcun rispetto per i giudici e pensa che la giustizia esista solo quando avalla un proprio personale convincimento. Le sentenze si rispettano sempre, anche quando non soddisfano. E le motivazioni della sentenza dello scorso giugno rafforza questo nostro convincimento" . Lo dichiara Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE.

“E’ sbagliato e ingiustificato strumentalizzare le tragedie umane. Lo dovrebbero sapere, e bene, coloro che non hanno atteso un attimo a mettere sulla graticola i poliziotti penitenziari, accusandoli da subito - senza prove! - di essere i responsabili della morte del povero Cucchi. La Polizia Penitenziaria salva i detenuti dai suicidi o dalla morte certa per ingestione di pile e lamette, sventa le risse e le colluttazioni tra detenuti pur se spesso in imbarazzante inferiorità numerica. E sarebbe giusto, ora, che tutti coloro che hanno frettolosamente 'condannato' i nostri colleghi della Polizia Penitenziaria chiedessero scusa per le loro accuse infamanti ed ingiuste!”

Il Velino