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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 04/09/2013  -  stampato il 07/12/2016


Sentenza Cucchi: la Procura di Roma non pare intenzionata ad aprire fascicolo sui Carabinieri

La Procura di Roma non sembra affatto intenzionata ad aprire un'indagine ulteriore sul comportamento dei carabinieri che ebbero in custodia Cucchi.

La III Corte di Assise, nelle motivazioni della sentenza, ha parlato di "legittimo dubbio" circa un pestaggio che il geometra potrebbe aver subito. Ma gli inquirenti ribadiscono che tutto quanto era stato accertato nella fase istruttoria e d'accertamento è stato portato in aula, in pubblica udienza. Quindi non è possibile ipotizzare allo stato l'apertura di un fascicolo stralcio. Chi ha letto le carte della Corte parla addirittura di un risultato "incongruente e contraddittorio".

Non è piaciuto in Procura il riferimento della Corte d'assise a "numerose congetture". Per questo i magistrati definiranno entro l'autunno il ricorso in appello, così come era stato in qualche modo annunciato dopo il verdetto pronunciato nell'aula bunker di Rebibbia. Secondo quanto si è appreso poi i due pubblici ministeri che si sono occupati sinora della vicenda, Vincenzo Barba e Maria Francesca Loy, non si faranno "applicare" davanti ai giudici di II grado, anche per evitare inutili personalizzazioni della vicenda processuale.

Sarà perciò la Procura generale ad assegnare il fascicolo a un sostituto procuratore. Dal punto di vista delle "impugnazioni" gli inquirenti dovranno definire la linea da seguire.

E' possibile che oltre a contestare le condanne comminate ai sei medici, sui quali la Corte d'Assise è stata netta, anche se ha inflitto pene di molto ridotte rispetto alle richieste, la procura impugni le assoluzioni. Almeno quelle che riguardano gli agenti di Polizia Penitenziaria, nei cui confronti l'assoluzione è stata data perché la prova a loro carico è stata ritenuta contraddittoria dalla Corte.

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