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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 11/09/2013  -  stampato il 27/06/2017


Il Presidente Napolitano scrive al Sappe sull'argomento stranieri in carcere

“Riguardo al tema del trasferimento dei detenuti stranieri nei Paesi di origine per espiare la condanna definitiva loro inflitta, le convenzioni in tal senso stipulate dal nostro Paese hanno dato sinora scarsi risultati per una serie di difficoltà anche procedurali. Tuttavia il Ministro della giustizia si è recentemente impegnato a rivederne il contenuto e a concludere nuovi accordi per rendere il meccanismo più rapido e agevole”.

È questo il messaggio della Presidenza della Repubblica giunto al Sindacato autonomo Polizia Penitenziaria (Sappe) e divulgato dal sindacato stesso, impegnato in una Conferenza di servizio sulle criticità penitenziarie ed europee, con gli auguri di buon lavoro del capo dello Stato, Giorgio Napolitano.

“Le presenze di stranieri tra i detenuti in Italia è molto alto – commenta il segretario generale, Donato Capece – sono oltre 22mila rispetto ai circa 65mila presenti e nei penitenziari del nord Italia spesso rappresentano il 60-70% dei ristretti: arrivano principalmente da Marocco, Romania, Albania, Tunisia, Algeria e Nigeria. Non accedono alle misure alternative alla detenzione perché spesso sono senza fissa dimora e senza riferimenti fuori dal carcere: quando sono detenuti, si rendono protagonisti di molti episodi critici come atti di autolesionismo, risse, aggressioni e tentati suicidi. Costituiscono un oggettivo problema di gestione, anche per le difficoltà di comunicazione comprensione. Espellerli dall’Italia – conclude Capece – per far scontare loro la pena nelle carceri dei Paesi di provenienza sarebbe un’ottima cosa”.

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