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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 13/09/2013  -  stampato il 09/12/2016


Poliziotto lo riprende mentre fuma: detenuto gli sferra un pugno in faccia

Aggressioni alla Polizia Penitenziaria: detenuto sferra un pugno in faccia a poliziotto penitenziario che lo aveva ripreso mentre fumava in carcere.

Un Assistente della Polizia Penitenziaria è stato proditoriamente aggredito da un detenuto straniero mercoledì nel carcere di Pesaro. Il poliziotto è stato colpito dopo che aveva richiamato il detenuto, lavorante, a non fumare: è stato colpito con un violento pugno al volto e gli sono stati diagnosticati 7 giorni di prognosi.

"Nonostante tutto, il colega della Polizia Penitenziaria è riuscito ad evitare più gravi conseguenze. "A lui va naturalmente tutta la nostra vicinanza e solidarietà, ma ci domandiamo quante aggressioni ancora dovrà subire il nostro Personale di Polizia Penitenziaria perché si decida di intervenire concretamente sulle criticità penitenziarie di Pesano, istituto nel quale vige la vigilanza dinamica voluta dall’Amministrazione Penitenziaria. Questa aggressione ci preoccupa, anche perché nessun provvedimento punitivo è stato assunto verso il detenuto che continua tranquillamente a lavorare! La carenza di personale di Polizia Penitenziaria e il costante sovraffollamento della struttura, con le conseguenti ripercussioni negative sulla dignità stessa di chi deve scontare una pena in celle affollate oltre ogni limite e soprattutto di chi in quelle sezioni deve lavorare rappresentando lo Stato come i nostri Agenti, sono temi che si dibattono da tempo, senza soluzione, e sono concause di questi tragici episodi.

Spesso, come a Pesaro, il personale di Polizia Penitenziaria deve gestire all’interno delle nostre carceri moltissime situazioni di disagio sociale e di tensione, 24 ore su 24, 365 giorni all'anno. Il DAP pensa alle favole, alla vigilanza dinamica ed all’autogestione dei detenuti: ma le tensioni in carcere crescono in maniera rapida e preoccupante: Bisogna intervenire tempestivamente per garantire adeguata sicurezza agli Agenti e alle strutture! E bisogna che chi aggredisce gli Agenti sia punito con severità e fermezza!” Lo dichiara Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE (il primo e più rappresentativo della Categoria), commentando l’ennesima aggressione a poliziotti della Penitenziaria, questa volta nel carcere di Pesaro.

“Sgomenta constatare la frequente periodicità con cui avvengono queste aggressioni: servono provvedimenti veramente punitivi per i detenuti che in carcere aggrediscono gli agenti o provocano risse. Il progetto dei circuiti penitenziari studiato dall’Amministrazione penitenziaria, che ha coinvolto anche il carcere di Pesaro con la vigilanza dimanica, non ci sembra la soluzione idonea perchè al superamento del concetto dello spazio di perimetrazione della cella e ad una maggiore apertura per i detenuti deve associarsi la necessità che questi svolgano attività lavorativa e che il Personale di Polizia Penitenziaria sia esentato da responsabilità derivanti da un servizio svolto in modo dinamico.

Oggi tutto questo non c’è ed il rischio è che un solo poliziotto farà domani ciò che oggi lo fanno quattro o più Agenti, a tutto discapito della sicurezza. Le aggressioni a Pesaro lo confermano drammaticamente Il progetto elaborato dal Capo DAP Tamburino e dal Vice Capo Pagano in realtà non prevede affatto lavoro per i detenuti e mantiene il reato penale della ‘colpa del custode’. E’ quindi un progetto basato su basi di partenza sbagliate e non è certo abdicando al ruolo proprio di sicurezza dello Stato che si rendono le carceri più vivibili”.

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