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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 21/09/2013  -  stampato il 07/12/2016


L'amministrazione penitenziaria in trasferta per imparare dalle carceri bulgare

Delegazione forlivese ha partecipato, la scorsa settimana, ad una missione a Bucarest per lo scambio di buone prassi nell’ambito dei sistemi penitenziari europei. La missione, della durata di 6 giorni, ha previsto la partecipazione di sei persone, tre delle quali provenienti dal nostro territorio. In particolare, hanno partecipato Palma Mercurio, direttrice della casa circondariale di Forlì, Lia Benvenuti direttore generale di Techne, ente di formazione che opera all’interno del carcere di Forlì e Cinzia Fontana, responsabile di progettazione del medesimo ente.

 

Techne ha partecipato alla missione in qualità di socio fondatore del Consorzio Open, soggetto che opera a livello nazionale, in numerose carceri italiane, per promuovere il reinserimento socio-lavorativo dei detenuti. Alla delegazione si è aggiunto anche il Provveditore Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria dell’Emilia Romagna, Pietro Buffa.

La missione, finanziata nell’ambito di un progetto europeo Leonardo da Vinci Mobilità, aveva lo scopo di trasferire conoscenze e scambiare buone pratiche nell’ambito dei sistemi penitenziari europei.

Ospite dell’Amministrazione Nazionale Penitenziaria Rumena, la delegazione ha visitato tre dei più grandi carceri rumeni con i rispettivi ospedali penitenziari ed ha realizzato numerosi incontri con le direzioni penitenziarie e le Organizzazioni non governative operanti all’interno delle carceri rumene.

“L’esperienza di alto valore ed interesse – sottolinea Palma Mercurio direttrice del carcere di Forlì – ci ha permesso di toccare con mano un sistema penitenziario che, nonostante le comuni difficoltà dovute alla crisi economica ed al sovraffollamento, riesce ad assicurare un alto livello di informatizzazione che garantisce un processo informativo per il detenuto chiaro e funzionale. E’ stato un importante momento formativo e di arricchimento professionale – continua la Mercurio – che ci ha permesso di conoscere da vicino un sistema carcerario diverso dal nostro ma dal quale possiamo trasferire buone pratiche ed idee innovative funzionali al nostro territorio”.

“Significativi – chiarisce Lia Benvenuti, direttore generale di Techne – sono anche i numerosi interventi riabilitativi per i detenuti che vengono attivati in Romania, così come peraltro già da anni nel carcere di Forlì; attraverso attività laboratoriali e formative infatti le carceri rumene offrono numerose possibilità di imparare un mestiere, importante volano per un reingresso nella legalità e nella comunità sociale. Il grande valore aggiunto del sistema penitenziario rumeno – continua la Benvenuti – è che i detenuti vengono impegnati in tali attività fuori dalle proprie celle per molte ore della giornata, permettendo così alla persona di arricchire il proprio bagaglio professionale e migliorando al contempo lo stato psicologico”.

Techne, che da decenni si occupa di formazione ed inserimento lavorativo per i detenuti della casa circondariale di Forlì, era a capo della delegazione che durante la settimana ha incontrato le massime cariche nazionali dell’Amministrazione Penitenziaria Rumena facente capo al Ministero di Giustizia nazionale.

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