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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 23/09/2013  -  stampato il 06/12/2016


Fumo passivo nelle carceri: a breve la sentenza della prima richiesta risarcimento danni per decesso Poliziotto

Il Sappe, sindacato autonomo di Polizia Penitenziaria, chiede uno stop al fumo nelle carceri. A Roma la causa di risarcimento per un poliziotto leccese morto a Lecce per danni da fumo passivo.

“E’ notizia di ieri che in Gran Bretagna hanno deciso di vietare l’uso delle sigarette nelle carceri per evitare migliaia di cause per il risarcimento dei danni provocati a lavoratori e detenuti non fumatori, mentre in Italia si registra la completa indifferenza da parte dei Ministri della Giustizia e della Salute e del Capo del DAP, che sollecitati dal SAPPE, sindacato autonomo Polizia Penitenziaria fanno finta di nulla”.

Così Federico Pilagatti, segretario nazionale del Sappe, denuncia le condizioni di lavoro e i rischi per la salute del personale penitenziario, sottoposto suo malgrado ai danni del fumo passivo. Un problema dagli effetti devastanti che ha già fatto pagare un prezzo altissimo ad un poliziotto penitenziario leccese di 42 anni, morto per tumore ai polmoni nonostante non avesse mai fumato. L'uomo, costretto a lavorare otto ore al giorno a contatto con il fumo passivo delle sigarette dei detenuti fumatori, ha lasciato una moglie e due figli. La sua causa si discuterà a breve presso il tribunale di Roma. Si tratta della prima udienza di risarcimento dei danni per un poliziotto penitenziario salentino.
“Ogni giorno” spiega Pilagatti, “decine di migliaia di persone sono costrette nelle carceri italiane a vivere e lavorare inalando il fumo passivo rilasciato dalle sigarette dei detenuti che possono tranquillamente acquistarle e fumarle".

"E’ una condanna a morte" conclude "poiché il fumo a differenza del gas si insinua nel corpo e lo distrugge. Ora basta, se non sentiranno la nostre ragione inviteremo tutti i poliziotti a richiedere di non lavorare nelle sezioni detentive fino a quando non verranno messe a norma, nonché inonderemo con decine di migliaia di ricorsi tribunali e tar, con la richiesta di risarcimento dei danni provocati dal fumo passivo”.

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