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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 01/10/2013  -  stampato il 09/12/2016


Il Provveditore ligure Salamone va in pensione, sarÓ sostituito da Cantone della Toscana

Cambio al vertice dell'amministrazione penitenziaria della Liguria: Giovanni Salamone va in pensione.

Sappe: "ora in Liguria un Provveditore penitenziario davvero motivato e vicino agli agenti". Dal 1 ottobre la Liguria non ha più il provveditore regionale delle carceri: l'attuale dirigente, Giovanni Salamone, 65 anni, sarà infatti collocato in pensione e verrà provvisoriamente sostituito da Carmelo Cantone, coordinatore regionale dei penitenziari toscani. Ed il primo Sindacato della Polizia Penitenziaria, il Sappe, auspica che "finalmente la Liguria possa avere un Provveditore attento e sensibile alle problematiche dei poliziotti, in grado di affrontare le tante criticità penitenziarie liguri con competenza ed autorevolezza e non con il piglio del burocrate isolato e chiuso nella sua 'torre d'avorio', che sappia apprezzare e valorizzare il costruttivo rapporto con le Organizzazioni Sindacali".

Donato Capece, segretario generale del Sappe, sostiene che "Salamone se ne va dalla Liguria così come c'era arrivato dieci anni fa: nell'assoluta indifferenza dei poliziotti penitenziari, che non hanno mai visto in lui quel ruolo che invece dovrebbe distinguere un dirigente penitenziario: una figura apprezzata per la sensibilità e l'autorevolezza, vicina alle sue donne ed ai suoi uomini, impegnata a valorizzare l'importante ruolo sociale della Polizia Penitenziaria ed a riconoscere i tanti sacrifici che quotidianamente affrontano i Baschi Azzurri.

Durante i dieci anni della gestione Salamone, arrivato in Liguria dopo trascorsi turbolenti in Sicilia, la Polizia Penitenziaria è numericamente diminuita e le condizioni di lavoro nelle carceri si sono aggravate, non ha fatto pressoché alcun corso di formazione ed aggiornamento professionale, lascia due Istituti - Savona e Imperia - senza direttore, ha sempre espresso pareri negativi alle domande di distacco di poliziotti in altre sedi (anche per motivi familiari), ha dato vita ad un ingiustificato balletto sulla gestione dei Reparti di Polizia Penitenziaria della Regione, spostando Comandanti di Reparto qua e là e creando confusione tra gli stessi Agenti, si è reso responsabile di costanti e continui rapporti conflittuali con le Organizzazioni sindacali tanto che più o meno tutti abbiamo chiesto in più occasioni il suo allontanamento della Liguria.

Ci auguriamo che con il suo pensionamento la Liguria possa avere l'opportunità di essere guidata da un dirigente motivato e meno burocratizzato, più vicino agli Agenti di Polizia Penitenziaria che stanno in prima linea nelle sezioni detentive delle carceri liguri e meno chiuso nell'autoreferenzialità dell'ufficio".

Capece auspica infine che "il Ministro della Giustizia Cancellieri nomini presto un provveditore regionale penitenziario titolare per la Liguria, perché si possano gettare le basi di una rinascita dell'istituzione penitenziaria in regione dopo un decennio di politiche sbagliate sulle carceri e sull'organizzazione del lavoro dei poliziotti in Liguria".