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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 01/10/2013  -  stampato il 09/12/2016


Carcere di Velletri: protestano tutti i sindacati della Polizia Penitenziaria

"La situazione è diventata ingestibile - dicono i sindacalisti - il personale subisce uno stress lavorativo eccessivo". Ennesima protesta della Polizia Penitenziaria del carcere di Velletri, contro la carenza di personale e gli orari massacranti che i pochi effettivi sono costretti a fare.

Nella mattinata di oggi, tutte le sigle sindacali hanno deciso di manifestare proprio davanti la casa circondariale, sulla Cisterna-Campoleone, per dire basta ai continui straordinari, ai doppi turni, all'abbandono in cui versano i mezzi di trasporto.

La casa circondariale di Velletri, a fronte di una popolazione carceraria in crescita, e che arriva, in alcune settimane, anche al numero di 650 detenuti (nonostante la struttura sia nata per contenerne circa 300) conta infatti 210 unità lavorative, a cui ne vanno tolte però almeno 30 che sono state "distaccate" per varie ragioni.

Dei rimanenti 180 lavoratori, circa 80 sono gli addetti ai servizi amministrativi, mentre sono in tutto un centinaio gli agenti deputati al controllo dei detenuti, divisi in tre bracci, su turni che vanno dalle 24 alle 8, dalle 8 alle 16 e dalle 16 alle 24, nonostante l'orario lavorativo sia di 6 ore. Una forza lavoro carente dunque, al di sotto anche della già bassa media nazionale, per un mestiere sempre più difficile, soprattutto dal punto di vista psicologico.

Alessandro De Pasquale, Segretario generale del Sippe, ci ha spiegato quali sono le richieste della Polizia Penitenziaria: "Chiediamo all'Amministrazione penitenziaria e al Ministro dell'interno di porre fine a questa mobilità selvaggia e di garantire il personale necessario ad una struttura carceraria come quella di Velletri. Noi abbiamo 640 detenuti gestiti da 100 agenti - ha continua De Pasquale - e la situazione è diventata ingestibile: siamo costretti a fare 8 ore invece di 6, il riposo viene rimandato, il personale subisce uno stress lavorativo eccessivo".

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