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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 02/10/2013  -  stampato il 03/12/2016


Assolto Poliziotto penitenziario di Cuneo: accusato di aver fatto sparire il registro perquisizioni

Assistente Capo della Polizia Penitenziaria assolto dall'accusa di aver fatto sparire il registro perquisizioni dal carcere di Cuneo.

Assolto perché i fatti non sussistono. Questa la sentenza del tribunale di Cuneo nei confronti di un agente capo di Polizia Penitenziaria imputato per aver fatto sparire uno dei registri perquisizioni del carcere cuneese di Cerialdo. Nello specifico, i capi d'accusa erano soppressione, distruzione, occultamento di atti veri, e furto.

Il registro era sparito nell'agosto 2011. L'agente aveva in corso un procedimento disciplinare per non aver portato a termine un servizio entro l'orario di lavoro: “Ho trent'anni di servizio, sempre avuto giudizi ottimi a fine anno. Io il registro l'ho preso, l'ho dichiarato, ma solo per verificare una frase che l'ispettore aveva scritto, ovvero che io non venivo mai impegnato in perquisizioni e non venivo distolto dalle mie consuete attività all'ufficio spesa”, aveva spiegato l'imputato. “L'ho portato nel mio ufficio, e per non perdere troppo tempo volevo fotocopiare la pagina in cui si diceva che non avevo fatto una perquisizione, ma la macchina non funzionava, poi ho riportato il registro dov'era, passando dalla cucina e l'ho lasciato nella sala degli ispettori”. La manovra sarebbe servita “per dimostrare che avevo fatto le perquisizioni, anche se il mio collega aveva scritto che non avevo partecipato”. Del registro se ne sono poi perse le tracce, probabilmente sparito con la spazzatura della cucina.

Troppo lavoro, e pochi agenti, più mansioni anche per l'imputato, che veniva addetto costantemente, oltre che alla distribuzione del vitto, anche alle perquisizioni nelle celle : “Da tanto mi lamentavo con il comandante per essere sempre da solo. Non riuscivo a controllare tutti i detenuti nell'atrio. Le perquisizioni durano minimo anche un'ora e oltre”.

In una nota sul procedimento disciplinare contro l'agente sarebbe risultato invece che non era addetto a perquisizioni: “Avrò sbagliato a non scrivere la parola perquisizione", ha rettificato l'ispettore che preparò la relazione, “però rischiava al massimo due o tre giorni di riduzione della paga”.

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