www.poliziapenitenziaria.it

Home Page> Articolo> Pubblicato il: 07/10/2013  -  stampato il 05/12/2016


Il nuovo carcere a Napoli non si farÓ vicino Secondigliano

Il nuovo carcere di Napoli non si realizzerà vicino a quello già esistente di Secondigliano.

«Nel giorno in cui il Sindaco Luigi De Magistris si sarebbe dovuto recare a Roma per discutere delle sorti delle ex Caserme di Miano, l'unanimità delle forze politiche presenti in Consiglio Comunale di Napoli (maggioranza ed opposizione insieme) ha sottoscritto un documento, primo firmatario il capogruppo di FLI Andrea Santoro, in cui senza mezzi termini si respinge l'ipotesi di realizzare un nuovo carcere in una delle caserme in via di dismissione di Miano. Una vera e propria battuta d'arresto per la proposta che proprio il Sindaco De Magistris aveva avanzato al Ministro della giustizia nei giorni scorsi. Il documento verrà posto in votazione nella prima seduta utile». Lo comunicano in una nota lo stesso Andrea Santoro ed il coordinatore di FLI Raffaele Ambrosino.

«Il Consiglio -spiegano Santoro ed Ambrosino- ha il dovere di stoppare la fuga in avanti fatta dal Sindaco De Magistris, che ha pensato di realizzare un altro carcere a Miano, distante 300 metri da quello già esistente a Secondigliano, in una delle caserme militari in via di dismissione. Proprio quelle caserme che da decenni, in tanti, abbiamo indicato come possibile luoghi dove realizzare il nuovo stadio o la tanto desiderata cittadella dello sport così come ricordato nel testo dell'ordine del giorno. Infatti, a più riprese, nel passato anche recente, il Consiglio comunale si era espresso per la creazione nelle caserme dismesse di spazi sani di aggregazione di cui oggi l'intera area nord di Napoli è sprovvista».

«L'area Nord è un luogo socialmente e urbanisticamente martoriato; è sede di due enormi campi Rom di cui uno abusivo, un carcere, una discarica di rifiuti, l'autoparco dei mezzi asìa, forse di un prossimo impianto per il trattamento dei rifiuti umudi da trentatremila tonnellate l'anno ed è la piazza di spaccio di stupefacenti più grande d'Europa ed ha bisogno di ben altro per uscire dalla condizione di degrado che troppi sindaci hanno contribuito ad alimentare».

julienews.it