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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 21/10/2013  -  stampato il 19/10/2017


Sappe: se il Ministro Cancellieri non vuole occuparsi della Polizia Penitenziaria, si dimetta!

"Se il Ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri non è in grado di tutelare e far rispettare gli uomini e le donne della Polizia Penitenziaria (che da Lei dipendono) nell'ambito del Governo è meglio che rimetta il mandato istituzionale. Nella legge di stabilità sono palesi le sperequazioni in danno dei Baschi Azzurri rispetto agli Corpi di Polizia e alle Forze Armate, sintomo palese di questo disinteresse nonostante la gravissima situazione delle carceri nelle quali i nostri poliziotti lavorano 24 ore al giorno.

E nonostante questo ci vengono impedite nuove assunzioni ed una riorganizzazione complessiva dei ruoli con gli altri Corpi che oggi ci penalizza. Basta! Manifesteremo a Roma il nostro disagio e sciopereremo nelle grandi carceri. Così si capirà che la Polizia Penitenziaria merita rispetto!"

Parole di fuoco quelle di Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE, il primo e più rappresentativo della Categoria, sul testo della legge di stabilità varata dal Governo Letta.

"Con il Ministro Cancellieri siamo tornati ad essere la Cenerentola delle Forze di Polizia, com'eravamo trent'anni fa. Con la legge di stabilità c'è chi ha preso milioni di euro per gli incentivi e chi garanzie normative ed economiche importanti. Noi nulla, zero, nonostante avessimo chiesto una deroga per assumere nuovi Agenti in base al turn over che garantisce assunzioni rispetto ai colleghi andati in pensione o cessati dal servizio ed una concreta equi ordinazione dei vari ruoli del Corpo rispetto ai colleghi delle altre Forze di Polizia.

Non abbiamo visto nulla, e nell'attuale situazione delle carceri è uno schiaffo inaccettabile. Tanto più che si parla di sovraffollamento, indulto ed amnistia ma si continua ad ignorare che nelle carcere, in prima linea, ci stanno i poliziotti, spesso aggrediti, offesi, umiliati dai loro stessi vertici. Per questo, proclamando lo stato di agitazione della categoria, sciopereremo nelle grandi carceri e manifesteremo davanti al Ministero della Giustizia per avere quel rispetto e quella considerazione istituzionale che con l’attuale Guardasigilli non abbiamo”.

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