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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 23/10/2013  -  stampato il 03/12/2016


Anche il carcere di Santa Maria Maggiore nel superfondo degli immobili di Stato

VENEZIA. C’è anche il carcere di Santa Maria Maggiore - insieme a quello di Catania - tra i primi immobili che, svuotati, lo Stato si ripromette di mettere sul mercato e fare cassa (per ridurre il debito pubblico) attraverso il Fondo carceri, gestito dalla nuova società di gestione del risparmio, l’Invimit, creata dal Ministero dell’Economia e affidata a Elisabetta Spitz, già direttore dell’Agenzia del Demanio nazionale e di quella veneziana, con il ruolo di amministratore delegato.
La società, che ha appena avuto il via libera per operare dalla Banca d’Italia, oltre a gestire direttamente questi fondi immobiliari, ha il compito di trovare investitori italiani e esteri disposti a rilevare quote degli edifici posti sul mercato. Il carcere di Santa Maria Maggiore, costruito nel 1926 e con una posizione comunque privilegiata, perché a due passi da Piazzale Roma, ha attualmente circa 300 detenuti, ma già negli ultimi anni si è parlato a più riprese - con furiosi dibattiti in Consiglio comunale - della chiusura dell’istituto penitenziario per costruirne uno nuovo in terraferma a Campalto. Le nuove intenzioni del Ministero dell’Economia e della neonata Invimit andrebbero in questa direzione, come conferma anche il vicedirettore generale del Comune e dirigente del Patrimonio Luigi Bassetto: «Abbiamo saputo che a livello centrale si è ripresa ora in considerazione questa idea, ma attendiamo di capire dove e con quali risorse verrebbe costruito il nuovo carcere.
Nel dibattito in Consiglio comunale Pd, Federazione della sinistra e lista In Comune si erano dichiarati contrari alla realizzazione di una nuova struttura penitenziaria e schierati a favore della radicale ristrutturazione del carcere di Santa Maria Maggiore, con una riduzione di detenuti attraverso il ricorso a pene alternative. Udc e Idv chiedevano, al contrario, di assicurare che la struttura veneziana fosse dismessa perché ormai degradata e di aprire un tavolo con Provincia e comuni limitrofi perché la nuova struttura carceraria non si faccia dentro i confini del comune. Favorevole alla realizzazione di una nuova struttura invece il sindaco Giorgio Orsoni. Ora sembra che si vada proprio in questa direzione, con la ventilata cessione di Santa Maria Maggiore, anche se si tratta di capire che se i tempi che si è dati la Invimit - circa tre anni per mettere a reddito buona parte del patrimonio immobiliare dello Stato, non solo carceri, ma anche scuole, ospedali e palazzi - saranno effettivamente rispettati.

nuovavenezia - Enrico Tantucci