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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 30/10/2013  -  stampato il 05/12/2016


Amanda Knox accusa di molestie sessuali Ispettore di Polizia Penitenziaria: la Procura le crede e accusa

La Procura è andata dritta. E ritiene che sussistano tutti gli elementi d’accusa per mandare a giudizio l’ex ispettore della Polizia Penitenziaria del carcere perugino di Capanne, R. A., già vicecomandante del Reparto (e in questa veste per molto tempo ’guardia’ di Amanda Knox) imputato di violenza sessuale con l’aggravante di aver agito su persona sottoposta a limitazioni della libertà personale e di concussione nei confronti di una vigilessa di Milano, arrestata ma poi scarcerata e assolta. Il pubblico ministero Massimi Casucci ha infatti chiesto il rinvio a giudizio dell’uomo e il giudice per l’udienza preliminare, Lidia Brutti ha fissato per il 19 novembre l’udienza.

A denunciarlo era stato una vigilessa di Milano detenuta a Capanne tra dicembre 2006 e gennaio 2007. La donna, il due ottobre dello scorso anno, ha raccontato al gip Luca Semeraro di aver avuto «una decina di rapporti sessuali nell’arco di un mese circa» con l’ispettore (ora in pensione): «palpeggiamenti», «rapporti completi non protetti», «richieste di mostrare le parti intime», «mani nelle mutandine». Incontri fugaci che «duravano due o tre minuti», «mi ha anche chiesto un rapporto orale. Era una cosa morbosa». «All’inizio parlavamo attraverso le sbarre – aveva raccontato ancora -, talvolta le poliziotte penitenziarie che avevano le chiavi si allontanavano per altri servizi o perché lui diceva di occuparsi delle altre detenute. Mi consigliava di ‘fare la brava, che si sarebbe risolto tutto come con un’altra detenuta carabiniere’. Voleva conoscere i dettagli del sesso praticato col mio compagno. Ero alla sua mercè».

La procura ha inoltre depositato, come indagini integrative, gli accertamenti finanziari (conti correnti, finanziamenti, reddito) sul conto della vigilessa forse proprio nell’ottica di verificare la sua attendibilità in riferimento alle pesanti accuse contro l’ex ispettore e al suo bisogno di denaro, come paventato dalla difesa di A. nel corso dell’incidente probatorio. I fatti al centro dell’inchiesta, svolta dalla polizia della sezione di polizia giudiziaria di Perugia, sarebbero avvenuti nella sezione femminile della Casa circondariale tra dicembre 2006 e gennaio 2007.

A denunciare A. era stata la stessa vittima degli abusi dopo il «caso-Amanda». «Quando ho letto il nome di A. quale autore delle molestie in danno di Amanda ho pensato che era arrivato il momento giusto per riferire quanto accadutomi... Ho il desiderio che una persona che approfitta di situazioni di soggezione psicologica non possa farlo più», disse, tra l’altro, l’ex detenuta ma cinque anni dopo i fatti.

Nel corso delle indagini la polizia ha sentito come persone informate dei fatti anche le agenti della sezione femminile: alcune avrebbero confermato delle continue visite di A. nel braccio e di essersi allontanate per qualche minuto. Agli atti anche una conversazione telefonica registrata tra la vigilessa e l’allora ispettore. L’imputato è difeso dagli avvocati Daniela Paccoi e Guido Rondoni che sono pronti a dare battaglia.

L’ex ispettore infatti si è sempre professato innocente. Dall'America intanto la Knox insiste nelle accuse contro il poliziotto penitenziario che non ha mai denunciato. La giovane, di nuovo sotto processo davanti alla Corte d’assise d’appello di Firenze per l’omicidio di Meredith Kercher, insieme a Raffaele Sollecito, ha scritto anche nel suo ‘Waiting to be Heard’ di essere stata molestata proprio da A. che, sostiene la Knox, le faceva domande esplicite sulle sue abitudini sessuali.

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