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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 02/11/2013  -  stampato il 11/12/2016


Giulia Ligresti ai domiciliari: i ricchi in carcere stanno male, disse il perito

Il “diario carcerario” di Giulia Ligresti, dal giorno dell’arresto, il 7 luglio 2013, alla concessione dei domiciliari, il 28 agosto, è stato ricostruito, su Repubblica, da Ottavia Giustetti,
“in base alle carte processuali, accostando, giorno dopo giorno, l’alternarsi delle solerti segnalazioni di medici dal penitenziario, alle decisioni dei giudici, alle imbarazzanti sollecitazioni della famiglia Ligresti”.
In 43 giorni di carcere, Giulia Ligresti ha person sei chili, ne pesa 48 ed è alta un metro e 66.
Nel primo interrogatorio, il 24 luglio, Giulia Ligresti
“piange davanti al pm, Marco Gianoglio. In sei ore concede qualche ammissione, piccole cose. E poi gli avvocati che la difendono, Alberto Mittone e GianluigiTizzoni, fanno istanza al giudice perché mitighi la misura cautelare. Ma il gip di Torino, Silvia Salvadori, ritiene che non sono venute meno le ragioni di sicurezza e neppure i gravi indizi contro di lei e il 7 agosto respinge l’istanza degli avvocati”.
Giulia sprofonda nella crisi.
“Dal carcere di Vercelli parte una segnalazione della direttrice, Giuseppina Piscioneri, che poi, sentita dai magistrati, ha spiegato: «Il 14 agosto ho inviato la relazione della psicologa che mi avevano consegnato la responsabile dell’area trattamentale e il comandante di reparto della Polizia Penitenziaria. Entrambi mi hanno rappresentato l’urgenza legata al contenuto della stessa e così l’ho immediatamente trasmessa».
Il 16 agosto i giornali scrivono che la donna rifiuta il cibo e pubblicano stralci della relazione riservata.
Il 18 agosto i pm titolari dell’inchiesta Fonsai, affidano una perizia a un medico legale. Chiedono al nuovo giudice di concedere i domiciliari a Giulia Ligresti sulla base del suo calo di peso e di quanto accerta il medico.
«La donna soffre di un disturbo dell’adattamento – scrive Roberto Testi – che è un evento stressante in modo più evidente per chi sia alla prima detenzione e in particolar modo per chi sia abituato a una vita particolarmente agiata, nella quale abbia avuto poche possibilità di formarsi in situazioni che possano, anche lontanamente, preparare alla condizione di restrizione della libertà e promiscuità correlate alla carcerazione».
Il 28 Giulia Ligresti è a casa.

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