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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 12/11/2013  -  stampato il 03/12/2016


Come il Vento: il film su Armida Miserere proiettato al Festival di Roma

uori Concorso il film di Marco Simon Puccioni, con Filippo Timi. Una donna complessa, contradditoria, ferrea ma distrutta dalla sofferenza. è cosi l'Armida Miserere portata sul grande schermo da Valeria Golino nel film "Come il vento" di Marco Simon Puccioni, presentato oggi Fuori Concorso al Festival Internazionale del Film di Roma e in uscita al cinema il 28 novembre. Un film liberamente ispirato a una delle prime donne a dirigere un carcere in Italia, che dagli anni '80 riuscì pian piano ad affermarsi in un ambiente così duro e maschilista, guadagnandosi il rispetto con i suoi atteggiamenti anche duri, senza lasciarsi sopraffare dalle intimidazioni.

"Io non conoscevo Armida prima che il regista me ne parlasse - ha raccontato Valeria Golino alla conferenza stampa nello spazio Bnl al Festival - ho conosciuto la sua Armida, mi sono affidata al suo punto di vista, è una donna così complessa e piena di zone d'ombra, misteriosa. All'inizio non volevo fare questo film perché avevo paura, oggi è così difficile fare un film in Italia che non sia di puro intrattenimento, temevo che non trovassimo una distribuzione, poi mi ha convinto la voglia di farlo di Puccioni". Il film, girato in cinque regioni d'Italia, racconta la sua storia nell'arco di 15 anni, dal carcere di Sulmona, a Pianosa, all'Ucciardone, il suo rapporto con i detenuti, la sua professionalità ma anche la sua sofferenza dopo l'uccisione del compagno (Filippo Timi). Un dolore incolmabile, una ferita che non è riuscita mai a rimarginare, anche perché quella stessa giustizia per cui lavorava, ha continuato a deluderla, così come l'umanità in generale, fino a portarla al gesto estremo di togliersi la vita.

Il regista ha raccontato le difficoltà nel fare il film: "Il Dap per fortuna ci ha dato un grande aiuto e ci ha fatto entrare nelle carceri, non è stato semplice girare. La cosa particolare è stata che abbiamo incontrato tante persone che erano amici e allievi di Armida, compresa la sua guardia del corpo che l'ha trovata morta, è rimasta sorpresa nel vedere Valeria recitare. Il film è la mia Armida, la mia versione, volevo soprattutto parlare del suo percorso umano". E la Golino ha svelato di averla conosciuta davvero una volta: "L'ho incontrata brevemente un anno prima che morisse, ero andata a Sulmona con Emanuele Crialese a un piccolo festival di cinema per i detenuti, andavamo a mostrargli il film 'Respirò ed è stata un'esperienza molto toccante. Lei mi ha accolta e accompagnata e ci siamo fatti delle foto insieme. Studiando il personaggio ho visto alcune foto di Armida e ho ritrovato la nostra, me la ero scordata: è curioso che, anche se ci eravamo conosciute da poco, nello scatto siamo abbracciate e lei mi guarda. Mi ha fatto molto effetto".

TM News