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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 20/11/2013  -  stampato il 06/12/2016


Agenti penitenziari aggrediti da detenuto a Castelfranco Emilia

''Ieri, durante una perquisizione straordinaria nella casa di lavoro di Castelfranco Emilia, un internato ha aggredito un agente e un sovrintendente della Polizia Penitenziaria. L'agente ha avuto una prognosi di cinque giorni, mentre il sovrintendente ha subito la frattura di un dito''. A darne notizia è Giovanni Battista Durante, segretario generale aggiunto del Sappe.

''Ci riferiscono che presso la casa di lavoro di Castelfranco -prosegue Durante- si registra un costante incremento degli internati, alcuni dei quali potrebbero presentare problemi di natura psichiatrica, per cui andrebbero ricoverati in strutture diverse. Questo dimostra, comunque, che la questione dei soggetti con problemi psichiatrici o, comunque, pericolosi, non può e non deve essere sottovalutata, come spesso avviene, attraverso richieste di chiusura di queste ed altre strutture come gli ospedali psichiatrici giudiziari''. ''Il sovraffollamento -sottolinea il sindacalista dei baschi azzurri del Sappe- sta colpendo in modo sproporzionato anche il carcere Sant'Anna di Modena dove, dopo l'apertura del nuovo padiglione detentivo, i detenuti sono arrivati a 600.

Proprio nel nuovo padiglione sono frequenti gli eventi critici come le proteste e le aggressioni a causa di problemi organizzativi e della mancanza di servizi. Molti problemi sono stati causati dal cattivo funzionamento delle docce, all'interno del reparto. Una nuova struttura dove, ci dicono, non funziona quasi niente''. ''Inoltre -denuncia ancora Durante- molti problemi sono causati anche dalla mancanza di mezzi: spesso il trasporto dei detenuti deve essere effettuato con le macchine destinate al trasporto del personale, oppure con automezzi noleggiati e non idonei, in quanto non hanno il vetro divisorio interno. Tutto ciò -conclude il Sappe- causa gravi problemi di sicurezza al personale''.

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