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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 21/11/2013  -  stampato il 05/12/2016


Strasburgo: Provenzano resta in carcere a Parma

Bernardo Provenzano deve rimanere in carcere. A stabilirlo è stata la Corte europea dei diritti umani di Strasburgo, che ha rifiutato di applicare all'ex numero uno di Cosa nostra la regola 39 con cui i giudici ingiungono a un Paese membro del Consiglio d'Europa di prendere immediate misure per eliminare o impedire la violazione dei diritti di un detenuto.

negata la richiesta del legale.A richiedere l'applicazione della normativa prevista dalla Corte di Strasburgo è stata Rosalba Di Gregorio, legale del boss Provenzano. Generalmente questa regola viene utilizzata per fermare l'estradizione di qualcuno dal territorio di uno dei 47 Stati membri. La Corte ha rifiutato la richiesta dell'avvocato perché non ha ritenuto, in base agli elementi in possesso, che il boss sia in condizioni tali da dover essere scarcerato o sottoposto a regime diverso.

pendente il ricorso per maltrattamenti. È rimasto pendente davanti alla Corte, invece, il ricorso presentato dal legale di Provenzano con cui si è chiesta la condanna dello Stato italiano per aver sottoposto l'ex capo di Cosa nostra a trattamento inumano e degrante. I familiari infatti nel 2012 avevano denunciato maltrattamenti all'interno della struttura penitenziaria di Parma, dove il boss era stato trasferito dal 2011.

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