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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 02/07/2010  -  stampato il 06/12/2016


Vibo Valentia, la Polizia Penitenziaria sequestra cellulare in carcere

Vibo Valentia, 2 lug. - Un'operazione della polizia penitenziaria del carcere di Vibo Valentia ha portato al rinvenimento di un telefono cellulare all'interno della struttura detentiva della citta' calabrese. L'operazione, iniziata nella mattina di ieri, e' terminata solo a notte fonda ed ha richiesto anche l'impiego di uomini in servizio al Provveditorato regionale della Calabria. "Gli uomini e le donne della polizia penitenziaria -dichiara Francesco Ciccone, segretario provinciale del SAPPE di Vibo Valentia -coordinati dal comandante del reparto di Vibo, alla fine hanno ripristinato la legalita', sequestrando il telefono cellulare che poteva essere usato per comunicare con l'esterno". "Nonostante le gravi carenze di personale - dichiara Damiano Bellucci, segretario regionale della Calabria -, la continua riduzione del lavoro straordinario che dovrebbe servire per sopperire alle carenze di uomini e donne (proprio quest'anno lo straordinario e' stato ridotto di 100.000 ore rispetto a quello consumato lo scorso anno) la polizia penitenziaria continua a garantire la legalita' all'interno ed all'esterno delle carceri calabresi".
  "La Calabria si conferma regione dove la criminalita' tenta sempre, in tutti i modi ed in ogni luogo, di compiere attivita' illecite- afferma Giovanni Battista Durante, segretario generale aggiunto del Sappe - . Il contrasto al crimine da parte della polizia penitenziaria, che non ha piu' un ruolo solo custodiale, e' sempre piu' evidente. Non si puo' non ricordare l'episodio che di recente e' stato reso noto dalla stampa, relativo all'intercettazione fatta in carcere e che ha portato a conoscenza degli inquirenti l'ipotesi, tutta da verificare, del presunto coinvolgimento di un magistrato che, secondo quanto avrebbe riferito la persona intercettata, avrebbe messo la cimice nell'ufficio del dottor Gratteri.
  Questo ruolo fondamentale della polizia penitenziaria nella collaborazione con le altre Forze di polizia e con la magistratura nella lotta alla criminalita' organizzata - aggiunge - deve essere sempre piu' sviluppato sul territorio, attraverso l'istituzione dei nuclei investigativi locali, oltre a quello centrale che gia' svolge una'intensa attivita'".

Fonte: agi.it