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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 21/11/2013  -  stampato il 04/12/2016


Carcere di Terni: otto sindacati chiedono rimozione di Comandante e Direttore

La nota è durissima. Gli otto organizzazioni sindacali degli operatori della Polizia Penitenziaria, tutte insieme, lanciano l’ennesimo allarme relativo alla situazione esistente nel carcere ternano di Sabbione e parlano, senza mezzi termini, di «menefreghismo della direzione che continua nelle scelte scellerate travolgendo la Polizia Penitenziaria». E tornano a chiedere la sostituzione della direttrice.

Ampliamento Entro gennaio 2014, ricordano i sindacati «è infatti prevista l’apertura totale del nuovo padiglione, con l’arrivo di circa 300 detenuti; ciò accadrà in quanto il direttore reggente ed il comandante hanno dimostrato di poter aprire un piano del
nuovo padiglione impiegando soltanto una unità di Polizia Penitenziaria». Peccato, attaccano, «che per farsi belli agli occhi del mondo esterno hanno entrambi dimenticato i carichi di lavoro che aumenteranno per tanti settori, diminuendo inversamente la sicurezza del personale e dell’intero Istituto». La cosa era stata anche oggetto di un confronto, a maggio, con alcuni parlamentari del Pd che avevano visitato il carcere di Sabbione.

Il controllo Il nuovo piano aperto nel carcere ternano prevede un sistema di ‘vigilanza dinamica’, con telecamere che tengono sotto sorveglianza tutto e inviano le immagini in un’apposita sala di controllo: «Questo significa . dicono i sindacati – che un collega guarda due piani e ne è unico responsabile. Pochi giorni fa, però, è venuta a mancare l’energia elettrica in vari momenti della giornata per problemi tecnici interni e quel collega ha dovuto riprendere le chiavi di tutti e due i piani e gestire da solo i detenuti di due sezioni».

Il caso Le organizzazioni sindacali puntano il dito contro il comandante, Fabio Gallo, «che indossa la nostra uniforme e che dovrebbe ben sapere ormai dopo tanti anni cosa significa la parola ‘sicurezza’, visto che ne è il diretto responsabile» e citano un caso emblematico: «Il ricovero di un detenuto all’ospedale ha letteralmente mandato in tilt tutto il sistema e ha costretto a togliere i riposi settimanali al personale. Dov’è tutto il personale che dicono di avere se poi una piccola e comunissima emergenza mette letteralmente in ginocchio tutti gli equilibri?».

Il sospetto Da parte delle organizzazione sindacali, poi, si insinua un dubbio, quello relativo al fatto che «il comandante voglia ritornarsene a Roma, destinato ad altro e più prestigioso incarico, dopo aver dimostrato di essere capace di aprire un nuovo padiglione». Ecco perché chiedono al provveditorato regionale e al dipartimento di «fermare questo inarrestabile processo di degrado del nostro istituto e garantire la sicurezza della Polizia Penitenziaria».

La richiesta Gli otto sindacati della Polizia Penitenziaria «nel comunicare che metteranno in campo ogni forma di protesta lecita per fermare questo delirio di onnipotenza di qualcuno, sollecitano un incontro urgentissimo con il provveditore regionale», rimarcando che hanno già «interrotto ogni tipo di relazione sindacale con la direttrice, Chiara Pellegrini, per l’ assoluta assenza di attenzione nei confronti di chi ogni giorno è in prima linea». Alle segreterie generali dei rispettivi sindacati, invece, «si sollecita di intercedere presso l’ufficio del ministro e presso il Dap, per l’emissione di un interpello per la nomina di un nuovo direttore dell’istituto ternano».

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