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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 25/11/2013  -  stampato il 04/12/2016


Colonia penale di Mamone isolata dopo il maltempo: Poliziotti fanno i miracoli

Ponti spazzati via, manto d'asfalto divorato. Condotta idrica scomparsa: sepolta chissà dove, la vecchia rete di adduzione principale che portava acqua potabile a Lodè.

Campagne sconvolte, carcasse di animali ovunque. Su ponte 'e Gallè sospeso nel vuoto, senza più ringhiere né protezione alcuna. Otto frane lungo una strada di venti chilometri appena. Tanta è la distanza tra Lodè e la Colonia penale di Mamone. Un serpente di curve e controcurve, la provinciale n° 50, che fino a domenica scorsa collegava il paese con la diramazione centrale del carcere. Ma anche con Buddusò e dunque con Sassari. Una strada chiusa, dopo il passaggio del ciclone Cleopatra. Che ha lasciati isolati i quaranta detenuti reclusi della diramazione Santissima Annunziata, a due passi dall'omonimo santuario campestre, a metà percorso circa tra Lodè e Mamone centrale, dove invece sono circa duecento i detenuti. Sono gli agenti di Polizia Penitenziaria, perciò, i primi a dover fare i miracoli, per raggiungere il posto di lavoro e per assicurare un pasto caldo ai reclusi.

Mentre la diramazione S'Alcra è chiusa (come chiusa è da anni la diramazione Fiaccavento), all'Annunziata è necessario arrivarci a piedi, facendo sponda magari, per assicurare i viveri ai reclusi e ai poliziotti in servizio. All'Annunziata, infatti, non esiste un servizio mensa autonomo. Per gli agenti che ogni giorno partono da Lodè verso Mamone, l'odissea si allunga: pur di arrivare in Centrale, devono percorrere la vecchia interpoderale che da Ispichines arriva a Portellitos e poi verso Lula sulla pedemontana del Montalbo, poi ancora verso Bitti e da lì direzione Mamone. Sessanta chilometri di strada girando da est, anziché i venti direttamente sul versante interno.

Una situazione grave che difficilmente potrà essere risolta in poco tempo. Impossibile anche soltanto ipotizzare quando potranno riprendere le corse dell'Arst che collegano Lodè e Siniscola a Sassari passando per Mamone. Impossibile sapere quando potranno essere rimosse le frane che hanno cambiato l'orografia del terriotorio. Molti i vuoti sotto il manto stradale della provinciale 50, elevatissimo il pericolo di ulteriori crolli. "Per rifare la condotta di adduzione d'acqua potabile ci vorrà l'Esercito o il Genio civile" dice disperato il sindaco di Lodè Graziano Spanu.