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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 27/11/2013  -  stampato il 08/12/2016


Rivolta nel carcere di Taranto: trasferiti i detenuti promotori

Sono stati allontanati i "boss" promotori della rivolta che ieri ha provocato ore di grande tensione nel carcere di Taranto. Questa - stando a quanto si è appreso - è la conclusione di 12 ore intense per la casa circondariale "Carmelo Magli". Tutto è iniziato venerdì sera quando si è scatenata la protesta inscenata da circa 200 detenuti che hanno sbattuto violentemente le pentole contro le inferriate e gettato nei corridoi farina e oggetti.

Durante la rivolta sono state anche danneggiate le serrature di alcune stanze. Iniziata verso le 20 e terminata intorno all'una, ha riguardato tre sezioni detentive: giudicabili, appellanti e ricorrenti. Lanciati acqua, farina olio nei corridoi. La protesta, come detto, sarebbe partita da alcuni boss locali ai quali è stato vietato di spostarsi da una stanza all'altra dopo le 17 (divieto del resto previsto dal regolamento carcerario).

"Il Sappe - fa notare Federico Pilagatti, segretario nazionale del sindacato, il quale ha reso noto il fatto - nei giorni scorsi aveva informato il prefetto della situazione presente presso il carcere di Taranto e quanto avvenuto nella serata di ieri lo sta a dimostrare. Fortunatamente si è evitato il peggio grazie al sangue freddo ed alla professionalità degli operatori penitenziari e dei vertici del carcere che sono riusciti dopo alcune ore a ristabilire la calma", nonostante le carenze di personale.

Il Sappe preannuncia un incontro per il 27 novembre con il provveditore regionale dell'amministrazione penitenziaria al quale chiederà di rivedere il piano di apertura di una nuova sezione detentiva per 50 detenuti circa in concomitanza dei lavori di costruzione di una sezione per 200 posti "in mancanza di un adeguamento concreto di personale di Polizia Penitenziaria. Se ciò non avverrà - avverte Pilagatti - le manifestazione di protesta saranno molto dure e pesanti poiché non si può giocare con la sicurezza e la vita dei poliziotti penitenziari e dei cittadini di Taranto".

Corriere del Mezzogiorno

Duecento detenuti hanno protestato ieri notte nel carcere di Taranto