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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 28/11/2013  -  stampato il 06/12/2016


Agente gli nega le sigarette, detenuto rom colpisce in faccia il poliziotto nel carcere minorile di Milano

Aggressioni in carcere: nella mattinata di martedì un minore di origini rom, nel carcere minorile Beccaria, ha picchiato ripetutamente in viso un agente di Polizia Penitenziaria.

A darne notizia è Donato Capece, segretario del Sappe, Sindacato autonomo di Polizia Penitenziaria. Secondo il Sappe, il ragazzino avrebbe chiesto ripetutamente sigarette all’agente di sezione ed avrebbe perfino cercato di mettergli le mani in tasca per prendergli il pacchetto.

L’agente, con i dovuti modi, vista la patologia psichiatrica del soggetto, non gli ha dato le sigarette e alcuni istanti dopo, mentre stava richiamando altri minori dall’ora d’aria, è stato preso a pugni in faccia.

Immediatamente è intervenuto l’altro agente di sezione che ha fermato il minore e dato ausilio al collega, il quale è stato accompagnato al pronto soccorso del nosocomio cittadino, ove gli hanno dato una prognosi di 10 giorni.

“Il soggetto – continua Capece -, in misura di sicurezza non condannato per vizio totale di mente, e quindi incapace d’intendere e volere, è stato assegnato per aggravamento della misura dopo essere scappato dalla comunità presso l’I.P.M. Beccaria. Pur avendo dubbi sulla legittimità del provvedimento in quanto dichiarato non compatibile con il carcere non è questo che il SAPPE deve rilevare. Numerosi sono i giovani presenti nelle strutture minorili ed il Personale di Polizia Penitenziaria è visto come il nemico da combattere e tutto ciò non può che creare disagio mettendo in continuazione alla prova lo stesso, che spesso si trova ad operare in gravissime condizioni, nonostante la forte pazienza ed elevata professionalità.

"Gli organi competenti dovrebbero decisamente riflettere in merito a quanto accaduto - dice Capece - e sarebbe opportuno pensare seriamente di trovare un’alternativa per questi detenuti che destabilizzano gli Istituti minorili minacciandone la vera natura trattamentale-educativa. La carenza già più volte segnalata di personale di Polizia Penitenziaria, complica notevolmente le cose e cio’ che abbiamo notato negli ultimi periodi è che l’amministrazione, anziché incrementare le unità non ha fatto altro che diminuirle".

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