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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 29/11/2013  -  stampato il 07/12/2016


Il DAP pensa a riconvertire caserme in carceri, Tamburino: difficile rispettare sentenza europea

Una sentenza quasi impossibile da rispettare, quella con cui la Corte dei diritti umani di Strasburgo ha condannato l'8 gennaio scorso l'Italia a ridurre la popolazione carceraria entro un anno.

"Difficilmente riusciremo a coprire quel gap di circa 10 mila persone in più rispetto ai posti disponibili", ha detto oggi Giovanni Tamburino, capo del Dap, il Dipartimento di Amministrazione Penitenziaria, a margine della 18esima Conferenza degli Amministratori penitenziari organizzata dal Consiglio d'Europa a Bruxelles. "Nel 2010 - ha sottolineato Tamburino - abbiamo raggiunto il picco di 69 mila detenuti, oggi siamo a 64 mila, con un'altra diminuzione uguale avremmo risolto il problema".

Per riuscirci, il capo del Dap dipinge un percorso a tre tempi. A corto termine la termine la soluzione "indicata dal presidente Napolitano" con "interventi di carattere straordinario, diretti ad una riduzione ragionevole e razionale, tale da non compromettere le esigenze di sicurezza". A medio termine "occorre completare il ciclo di costruzione di nuovi istituti penitenziari" per cui "ci vorranno 2-3 anni" e quindi, contemporaneamente, realizzare "modifiche sulle sanzioni alternative che ci portino più vicini all'Europa".

Sì a caserme dismesse, no a isole-carcere
Isole galleggianti idea stravagante, caserme interessanti. Un sì alle caserme dismesse, come soluzione per affrontare il sovraffollamento delle carceri, e un no alle isole galleggianti, considerate un'idea "stravagante". Per Giovanni Tamburino, capo del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, l'uso delle vecchie caserme "è una cosa interessante", ha affermato a margine della XVIII Conferenza dei direttori delle carceri europee organizzata dal Consiglio d'Europa oggi a Bruxelles.

"Già a San Vito al Tagliamento in Friuli - ha ricordato Tamburino - è stato creato un carcere da una caserma con un grande risparmio". Sono stati infatti spesi "poco più di 20 milioni in confronto ai 40 previsti per la costruzione di una prigione nuovà'. Pollice invece verso per le carceri galleggianti in vogo in Olanda. "Se ne parla da 10 anni ed è stata considerata nel nostro paese una soluzione stravagante". Il problema del sovraffollamento colpisce in particolare l'Italia, maglia nera in Europa, mentre altri paesi fanno registrare un trend inverso: in Svezia sono state chiuse recentemente delle prigioni ed in Olanda ci sono più posti che detenuti.

ANSA