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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 30/11/2013  -  stampato il 02/12/2016


Detenuto aggredisce poliziotto durante perquisizione nel carcere di Pisa

Resta sempre alta la tensione nel carcere toscano di Pisa, dove ieri un giovane detenuto marocchino ha aggredito un poliziotto durante una perquisizione personale. Lo denuncia il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (Sappe), sottolineando che il detenuto "è lo stesso che qualche tempo fa aggredì un altro agente nel carcere di Lucca".

"Quella di ieri a Pisa è stata un'aggressione tanto improvvisa quanto vile", commenta Donato Capece, segretario generale Sappe, esprimendo la "solidarietà e la vicinanza del Sindacato più rappresentativo al poliziotto aggredito. Ed è tanto più grave che chi si è reso responsabile di tale atto violento sia stato responsabile di analoghe aggressioni ad altri poliziotti nel recente passato".

Ma l'aggressione di Pisa, ultima in ordine di tempo in un carcere italiano, racconta ancora una volta l'emergenza penitenziaria: "Nei 206 istituti italiani nel primo semestre del 2013 si sono registrati 3.287 atti di autolesionismo, 545 tentati suicidi, 1.880 colluttazioni e 468 ferimenti". E ancora "sono stati 3.965 i detenuti protagonisti di sciopero della fame, mentre purtroppo 18 sono i morti per suicidio e 64 per cause naturali. Il sovraffollamento ha raggiunto livelli patologici - denuncia - con oltre 65mila reclusi per una capienza di 40mila posti letto regolamentari, mentre il nostro organico è sotto di settemila unità. La spending review e la legge di stabilità hanno ridotto al lumicino le assunzioni, nonostante l'età media dei poliziotti si aggira sui 37 anni. Altissima, considerato il lavoro usurante che svolgiamo, come dimostra il grave episodio in nostro danno accaduto a Pisa", conclude.

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