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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 03/12/2013  -  stampato il 04/12/2016


DAP condannato ancora una volta per mancato trasferimento legge 104

E’ durato più di due anni il calvario giudiziario che ha visto coinvolto un agente di Polizia Penitenziaria salentino, a cui era stata respinta la domanda di trasferimento in una delle case circondariali di Lecce, Brindisi o Taranto.

La vicenda trae origine da un’istanza di trasferimento che l’agente salentino aveva presentato all’Amministrazione, nel settembre del 2011, al fine di ottenere il trasferimento, ai sensi della legge n. 104/90, nella sede più vicina alla residenza del nonno disabile affetto da grave disabilità.

L’agente, in un primo momento, aveva proposto ricorso, per il tramite dell’Avv. Alfredo Matranga, innanzi al Tar Lecce che lo aveva trasmesso al Tar dell’Aquila per competenza, poiché all’epoca il ricorrente svolgeva il corso a Sulmona.

Con sentenza pubblicata il 30 novembre, il TAR L’Aquila ha accolto il ricorso ritenendo illegittimo il diniego di trasferimento ex L. 104/92, considerato che l’amministrazione non ha motivato in ordine alla ritenuta insufficienza della documentazione allegata dal ricorrente a dimostrazione della sussistenza del richiesto requisito della indisponibilità all’assistenza del disabile da parte di altri familiari.

Per il TAR abruzzese, infatti, l’Amministrazione non ha chiarito chi, degli altri familiari coinvolti, potesse essere “disponibile”, in luogo del ricorrente, per prestare la necessaria assistenza e non ha spiegato perché le condizioni denunciate, oggettivamente comprovanti una situazione complessa, caratterizzata da familiari non completamente autonomi e non in grado di prestare, singolarmente, assistenza, non fossero, al contrario, rappresentative della dedotta “indisponibilità”.

Ha ancora aggiunto il Tar, l’Amministrazione, per di più, è sembrata del tutto ignara della documentazione allegata, limitandosi a fornire una motivazione del tutto generica e non tarata sulla concreta situazione rappresentata.

Pertanto, il Giudice Amministrativo ha infine ordinato all’Amministrazione, in sede di riedizione del potere, di provvedere sull’istanza del ricorrente esaminando compiutamente la documentazione prodotta agli atti (e l’ulteriore che l’istante vorrà o potrà produrre in proposito) e concretamente valutando, sulla base delle rappresentate condizioni, il requisito dell’indisponibilità come definito nella motivazione della sentenza.

L’Amministrazione è stata condannata, altresì, al pagamento delle spese processuali liquidate in euro 2.000,00 oltre accessori di legge.

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