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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 03/12/2013  -  stampato il 10/12/2016


Detenuto ha un malore e gli agenti penitenziari lo accompagnano in ospedale con auto privata

Un detenuto albanese ha accusato un malore la scorsa notte nel carcere di San Cataldo (Caltanissetta), e in mancanza di mezzi di servizio gli agenti di custodia lo hanno trasportato in ospedale usando l’auto personale di uno di loro. Lo riferisce in un comunicato il sindacato autonomo di Polizia Penitenziaria Sappe.

”Il tempestivo intervento dei nostri poliziotti e la decisione di usare un’auto privata sono state due coraggiose iniziative che hanno permesso di salvare la vita al detenuto”, commenta Donato Capece, segretario generale del Sappe. “Il ricorso all’auto privata di un Agente si e’ reso necessario perche’ l’unico mezzo di servizio in uso nel carcere di S. Cataldo e’ fatiscente e non si e’ messo in moto. Anche la richiesta di mezzi di supporto alla Polizia Penitenziaria di Caltanissetta, alla Polizia di Stato ed ai Carabinieri non ha avuto esito favorevole per indisponibilita’ di mezzi e quindi i poliziotti, posto come prioritario il dovere di salvare la vita al detenuto, hanno scelto di usare una loro macchina”.

“Sono stati professionali – aggiunge – ed hanno dimostrato nei fatti concreti come le donne e gli uomini della Polizia Penitenziaria svolgano quotidianamente il servizio nelle carceri siciliane e italiane con professionalita’, zelo, abnegazione e soprattutto umanita’ in un contesto assai complicato per l’esasperante sovraffollamento”.

Capece torna a sottolineare come “la Polizia Penitenziaria e’ formata da persone che nonostante l’insostenibile, pericoloso e stressante sovraffollamento credono nel proprio lavoro, che hanno valori radicati e un forte senso d’identita’ e d’orgoglio, e che ogni giorno in carcere fanno tutto quanto e’ nelle loro umane possibilita’ per gestire gli eventi critici che si verificano quotidianamente. Ma non sono messi nelle condizioni di lavorare nel modo migliore, per mancanza di uomini e, come dimostra l’incredibile vicenda di S. Cataldo, persino di automezzi efficienti”.

EMERGENZA DIFFUSA IN SICILIA - Un'emergenza molto sentita questa in Sicilia. Capece ha affermato che ci sono ben 32 mezzi del Nucleo provinciale Traduzioni che sono fermi per riparazione in quanto non ci soldi per aggiustarli. Questa almeno la risposta che il segretario generale ha ottenuto dall'Amministrazione Penitenziaria dopo le sollecitazioni da parte di molte direzione delle carceri.
Una situazione frustrante per gli agenti della Penitenziaria, costretti anche a lunghi viaggi su furgoni che avrebbero bisogno di costanti revisioni, per la loro sicurezza e per quella dei detenuti

DENUNCIA AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA - Il Sindacato ha denunciato la catastrofica situazione al Ministro della Giustizia sottolineando come questa emergenza avvenga in carcere in cui la maggior parte dei detenuti sono di media e alta pericolosità. A ciò si aggiungano le tante ore di lavoro a cui sono costretti gli agenti per stipendi spesso non adeguati.

SPRECHI DI DENARO - Mancano i soldi ma gli esempi di sprechi di denaro no, secondo il sindacato, come nel carcere di Perugia al cui interno vi è un centro clinico che è costato diversi milioni ed è inutilizzato.

EMERGENZA SALUTE - La situazione sanitaria è disastrosa, come sostiene il sindacato, oltre il 70% dei detenuti ha problemi di salute, un terzo della popolazione carceraria è tossicodipendente e il 4% di quelli che si sono sottoposti allo specifico test sono risultati siero positivi. In queste anche rischiose condizioni lavorano gli uomini e le donne della Polizia Penitenziaria a cui mancherebbero oltre 7000 unità per poter operare a regime.

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