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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 05/12/2013  -  stampato il 04/12/2016


Assunzioni in Polizia Penitenziaria tagliate dal Governo nell'indifferenza del DAP

Il Governo taglia le assunzioni nella Polizia Penitenziaria e il DAP trascura la vicenda nonostante l'emergenza carceri.

Le carceri italiane sono sovraffollate, tanto che dal gennaio 2010 la Presidenza del Consiglio dei Ministri decretò lo stato di emergenza nazionale, e gli organici del Corpo di Polizia Penitenziaria sono carenti di oltre 7mila unità. Eppure la legge di stabilità appena varata da Governo e Parlamento ha soppresso l'emendamento che prevedeva, al pari delle altre Forze di Polizia, nuove assunzioni per il Corpo. La denuncia arriva dal Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria Sappe, il primo e più rappresentativo della Categoria, che chiede di "avvicendare il Capo del Dap Giovanni Tamburino dalla guida dell'Amministrazione Penitenziaria per avere trascurato questa criticità".

"In prima battuta la legge di stabilità, grazie anche alle nostre sollecitazioni, aveva previsto l'assunzione di 500 nuovi Agenti di Polizia Penitenziaria per fronteggiare la grave crisi degli organici del Corpo. Ma i lavori parlamentari, evidentemente trascurati dai vertici del DAP, hanno di fatto escluso da ogni nuova assunzione la Polizia Penitenziaria mentre questo non riguarda Polizia di Stato, Carabinieri e Guardia di Finanza", tuona Donato Capece, segretario generale SAPPE. "Il Capo del Dap Tamburino, che nostro malgrado è anche Capo della Polizia Penitenziaria, non solo ha avuto l'ardire di sostenere che l'Italia non sarà in grado di adottare entro il prossimo maggio 2014 quegli interventi chiesti dall'Unione Europea per rendere più umane le condizioni detentive in Italia ma non è neppure stato in grado di assicurarsi 500 nuovi poliziotti . Entrambe le cose sono di sua stretta competenza e per entrambe si è dimostrato inefficace: ma allora cosa lo tengono ancora a fare sulla lauta e ben stipendiata poltrona di Capo Dap?"

Capece torna a sottolineare le criticità delle carceri italiane: "Nei 206 istituti penitenziari nel primo semestre del 2013 si sono registrati 3.287 atti di autolesionismo, 545 tentati suicidi, 1.880 colluttazioni e 468 ferimenti: 3.965 sono stati i detenuti protagonisti di sciopero della fame, mentre purtroppo 18 sono i morti per suicidio e 64 per cause naturali. Il sovraffollamento ha raggiunto livelli patologici, con oltre 64mila reclusi per una capienza di 40mila posti letto regolamentari e il Capo Dap che alza le mani di fronte alla sentenza Torreggiani. Il nostro organico è sotto di 7mila unità. La spending review e la legge di Stabilità hanno cancellato le assunzioni, nonostante l'età media dei poliziotti si aggira sui 37 anni. Altissima, considerato il lavoro usurante che svolgiamo, come dimostrano i gravi episodi in nostro danno accaduti".

Ansa