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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 15/12/2013  -  stampato il 09/12/2016


Stati Uniti, rischia l’esecuzione dopo 38 anni nel braccio della morte

Askari Abdullah Muhammad, al secolo Thomas Knight, è stato condannato a morte in Florida, nel 1975, per l’omicidio dei coniugi Sydney e Lillian Gans avvenuto nel 1974 nei pressi di Miami. Nel braccio della morte, otto anni dopo, ha ucciso una guardia carceraria, James Burke, e ha ricevuto un’ulteriore condanna a morte.

Dall’anno della prima condanna a morte di Askari Abdullah Muhammad, decine di paesi hanno abolito la pena capitale, mentre negli Usa sono state eseguite oltre 1350 sentenze – alla fine del 2013 potrebbero essere una quarantina – di cui 81 in Florida.

Nel 1988, la Corte d’appello dell’11° Circuito revocò la condanna a morte del 1975 per la scarsa considerazione in cui erano state tenute le prove attenuanti, circa lunga storia di grave malattia mentale di Askari Abdullah Muhammad: ricoverato in ospedale nel 1971, aveva seguito terapie per i primi stadi di schizofrenia, per poi ricevere una diagnosi di schizofrenia paranoide prima del processo del 1975. Durante il processo, un esperto aveva concluso che l’imputato fosse incapace di intendere e di volere al momento del crimine, mentre altri tre esperti avevano dichiarato che non lo fosse, ma che soffrisse comunque di disordini mentali.

La Corte d’appello stabilì che lo stato, “in un tempo ragionevole”, avrebbe dovuto emettere una nuova sentenza oppure imporre una pena inferiore a quella capitale. Per otto anni questa sentenza non venne emessa.

Nel frattempo, le condizioni di Askari Abdullah Muhammad nel braccio della morte erano peggiorate: una perizia lo aveva definito “uno schizofrenico paranoide” e “un uomo con un grave problema psichiatrico, per il quale si rendono necessarie opportune terapie mediche e farmacologiche”. Poi ci fu l’omicidio Burke e la seconda condanna a morte, seguita da un nuovo processo per l’omicidio dei coniugi Gans, conclusosi nel 1996 con la conferma della precedente sentenza.

Il balletto di sentenze è proseguito anche in questo secolo. Nel 2001 la condanna a morte per l’omicidio Burke è stata annullata in quanto l’accusa aveva ignorato le prove che indicavano che Askari Abdullah Muhammad soffrisse di una grave malattia mentale al momento dell’uccisione della guardia penitenziaria. In seguito, la Corte suprema della Florida ha riconfermato la condanna affermando che la presunta negligenza da parte dell’accusa non avrebbe comunque cambiato l’esito del procedimento.

Veniamo al 2013, 38 anni dopo la prima condanna. Il 21 ottobre, il governatore della Florida Rick Scott ha firmato un mandato di esecuzione per il 3 dicembre. Quel giorno l’esecuzione è stata sospesa dalla Corte suprema, almeno fino al 27 dicembre. Entro quella data un tribunale di grado inferiore dovrà tenere un’udienza probatoria sul protocollo di revisione del metodo di esecuzione adottato nel settembre 2013.

Il tema dei nuovi protocolli per l’esecuzione con l’iniezione di veleno è oggetto di costante dibattito, e di sentenze controverse. Nel nuovo metodo di esecuzione, il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria ha sostituito il pentobarbital, primo dei tre farmaci nel procedimento, con il midazolam, un’altra tipologia di anestetico che si suppone debba indurre lo stato di incoscienza prima che gli altri due farmaci, che provocano paralisi e arresto cardiaco, possano essere iniettati.

Gli avvocati di Askari Abdullah Muhammad hanno messo in discussione l’efficacia del midazolam, utilizzato finora in sole due esecuzioni in Florida.

Se la corte delibererà contro di lui, una nuova data di esecuzione potrebbe essere fissata già per la prima settimana di gennaio 2014.

“Esprimo solidarietà alla famiglia e agli amici di Sydney e Lillian Gans e di James Burke. Non è mia intenzione minimizzare le circostanze della loro morte o sottovalutare la sofferenza che ne è conseguita. Tuttavia, ritengo che la pena di morte abbia come unico effetto l’alimentazione di un doloroso ciclo di violenza”.

Questo è il testo dell’appello di Amnesty International, indirizzato al governatore della Florida, cui si chiede di fermare l’esecuzione di Askari Abdullah Muhammad.

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