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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 18/12/2013  -  stampato il 06/12/2016


Serial Killer evade dal carcere: MOLTO pericoloso!

Ha fermato all'alba un panettiere a Savona, minacciandolo con una pistola e si è fatto portare in auto a Genova dove doveva rientrare in carcere dopo un permesso-premio, poi ha fatto perdere le sue tracce. Protagonista Bartolomeo Gagliano, 55 anni, serial killer accusato di tre omicidi, due prostitute e un omosessuale uccisi proprio durante una delle sue tante fughe.

Non è la sua prima evasione: nel 1994 le cronache si occupavano già della sua quinta evasione: allora fuggì da un permesso premio concesso dall'ospedale psichiatrico giudiziario di Reggio Emilia.

Questa volta, Gagliano, siciliano di origine e residente a Savona, ha bloccato verso le 6 il commesso mentre stava ultimando le consegne per conto del panificio e, sotto la minaccia di una pistola, lo ha costretto a risalire in auto per raggiungere Genova. Prima di partire, però, ha caricato in auto tre borse. Giunti a Genova, Gagliano ha fatto scendere il commesso in via De Marini e si è allontanato con l'auto. Il pluriomicida è ricercato per rapina e evasione.

Polizia e carabinieri considerano l'evaso "molto pericoloso". Ha alle spalle tre omicidi e un tentato omicidio.

Il primo delitto risale al 1981 quando uccise a Savona, sfondandole il cranio con una pietra, Paolina Fedi, di 29 anni, prostituta. Venne condannato a otto anni di manicomio criminale a Montelupo Fiorentino da dove evase nel 1989, assassinando poco dopo a colpi di pistola un transessuale uruguayano e un travestito e poi ferendo gravemente una prostituta. Azioni condotte assieme ad un complice, Francesco Sedda.

La sua 'firma' sugli omicidi, ricordano gli inquirenti, era un colpo di pistola alla bocca. La sua carriera criminale è poi segnata da rapine, detenzione di armi, possesso di sostanze stupefacenti, aggressioni ed estorsioni. Era stato giudicato totalmente infermo di mente.

repubblica.it

Detenuto evaso era TOTALMENTE infermo di mente, ma per il Direttore del carcere "era cambiato"