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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 20/12/2013  -  stampato il 06/12/2016


Catturati i due evasi: Gagliano era in Francia, Esposito a Forlė

Alla fine ha festeggiato, Annamaria Cancellieri. "Evviva, evviva, è un regalo di Natale", ha detto il ministro della Giustizia dopo la notizia della cattura di Bartolomeo Gagliano, il serial killer evaso dal carcere di Marassi, a Genova. Era a Mentone, in Francia. E poco prima era stato fermato anche Pietro Esposito, sicario di camorra che aveva fatto perdere le sue tracce il 15 dicembre, dopo un permesso dal carcere di Pescara. Si conclude così una giornata difficilissima, per la Guardasigilli. Costretta a riferire in Parlamento sulla duplice evasione legata a un permesso.

"Tutti erano a conoscenza del percorso di Gagliano", ha detto Cancellieri, riferendo in Parlamento sul caso genovese. Un episodio che, a pochi giorni dal via libera al decreto 'Svuota carceri', ha fatto scattare una polemica.

"Ho disposto che venga predisposta un'indagine completa conoscitiva - ha dichiarato il ministro della Giustizia - . Una circostanza che intendo chiarire subito è che sia il magistrato di sorveglianza che il carcere di Genova erano a conoscenza dell'intero percorso giudiziario del detenuto". E proprio oggi è stata avviata l'azione disciplinare per il direttore del carcere di Marassi. La misura non è legata all'iter di concessione del permesso premio, per il quale anche il direttore del carcere fornisce un parere informato al magistrato di sorveglianza, ma proprio alle dichiarazioni fatte da Mazzeo dopo l'evasione: "Non sapevamo che avesse quei precedenti penali" per diversi omicidi, "stando agli atti per noi era solo un rapinatore".


Il ministro si è poi soffermato sulla funzione delle misure alternative al carcere, in particolare dei permessi premio che garantiscono "più sicurezza, non meno", perché sono "strumenti necessari e irrinunciabili per il reinserimento dei detenuti in base all'articolo 27 della Costituzione". "Servono - ha ricordato il ministro - a far riprendere ai detenuti i contatti con la famiglia e il territorio per evitare che, una volta scontata la pena, riprendano le condotte per cui erano stati condannati".

Anche perché, ha detto il ministro, la percentuale di violazione dei permessi è molto bassa. "Nel 2010 sono stati concessi 19.662 permessi e solo in 38 casi vi è stato un mancato rientro. Nel 2011 sono stati concessi 21.923 permessi con 48 mancati rientri e nel 2012 sono stati 25.275 permessi con 52 mancati rientri ed analoghi sono i dati del 2013. Si tratta di una percentuale di violazione dei percentuale di molto inferiore all'1% di violazione", ha detto Cancellieri.

Nel corso del suo intervento il ministro ha parlato della vicenda del pentito di Camorra non rientrato da un permesso: "Sono in corso i necessari accertamenti. Dalle prime informazioni risulta comunque che il detenuto in questione sarebbe stato liberato nel giugno del 2014".

Concludendo la sua riferimento a chi le chiedeva se ci sono rischi per il decreto sulle carceri, approvato martedì, Cancellieri ha replicato: "Questo dipende da chi dovrà convertirlo".

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