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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 20/12/2013  -  stampato il 04/12/2016


DAP avvia azione disciplinare contro il il Direttore di Marassi, Salvatore Mazzeo per le dichiarazioni alla stampa

Il Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria ha avviato un'azione disciplinare nei confronti del direttore della casa circondariale di Genova Marassi, Salvatore Mazzeo. E' quanto si legge in una nota. Il Dap contesta a Mazzeo "le inopportune e intempestive dichiarazioni rese alla stampa". Il Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria ha anche disposto indagini interne per accertare l'esatta dinamica dei fatti.

Mazzeo, dopo il mancato rientro in cella del killer Bartolomeo Gagliano in seguito ad un permesso premio, aveva dichiarato di non sapere "che aveva quei precedenti penali. Per noi era un rapinatore". Alla emittente ligure Primocanale il direttore del carcere genovese aveva spiegato: "Abbiamo valutato Gagliano in base al fascicolo di reato per cui era detenuto, che risale al 2006 e lo indica come rapinatore. Anche il magistrato di sorveglianza che ha firmato le ordinanze per i permessi - ha aggiunto il direttore del carcere - a quanto mi risulta ha valutato il profilo del detenuto sulla base di quel fascicolo, in cui sono indicati diversi reati ma non quelli di cui si parla oggi".

La Presse

Non potevano non sapere. Lo dice una serie di documenti che in queste ore girano fra Procura, carcere, studi d’avvocati. Lo spiega la relazione del Got, il Gruppo osservazione trattamento - educatori, assistenti sociali e guardie penitenziarie - che a lungo si riunì per decidere se dare o no la scorta al detenuto Gagliano in uscita, decidendo infine per il no, ma affidandolo, comunque, all’occhio di don Paolo. Lo racconta pure il casellario: 7 pagine, 332 righe allegate al fascicolo di Gagliano, che allineano gli omicidi, le rapine, i sequestri di persona, le violenze private, le violenze sessuali, le lesioni, le violazioni di domicilio, le ricettazioni, le minacce, il falso, la resistenza a pubblico ufficiale, l’oltraggio e perfino la guida senza patente.

La gaffe di Mazzeo è ormai evidente ed è su di lui che si scaricano i fulmini. Dal ministero gli è stato consigliato il silenzio, dopo le troppe dichiarazioni, e adesso gli si ritorcono le sparate contro Alfano quand’era ministro della Giustizia («ci ha voltato le spalle»), le sue ironie sull’ipotesi d’un carcere galleggiante a Genova («è come dire al detenuto: prego, s’accomodi, la porta è aperta...»), la sua convinta battaglia per una legge che conceda i domiciliari a chi ha meno d’un anno ancora da scontare (il caso di Gagliano, appunto...), le polemiche sui 450 euro al mese («e i disoccupati?») concesse ai reclusi di Marassi che, cinque ore al giorno esclusa la domenica, vanno a pulire il cimitero di Staglieno...

Per non dire dei veleni che l’ammorbarono da direttore del carcere d’Aosta, un’«oscura vicenda» (parole del giudice) di poliziotti, botte ai detenuti, querele per calunnia.

Corriere.it