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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 21/12/2013  -  stampato il 04/12/2016


Emergenza carceri, Sappe: questo č l'ennesimo Decreto che non svuoterą le carceri

«Immaginare effetti salvifici per il sistema penitenziario nazionale dal decreto-legge varato dal Governo vuol dire nascondere la testa sotto la sabbia rispetto all’emergenza carceri.Saranno infatti pochissimi i detenuti in possesso dei requisiti necessari per uscire dai penitenziari, meno di 3mila, un numero assolutamente inconsistente rispetto agli oltre 64mila detenuti oggi presenti in strutture costruite per ospitarne circa 40mila. E la media degli ingressi dalla libertà negli istituti penitenziari è circa 1.500 persone».

Lo afferma Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo PoliziaPenitenziaria (SAPPE).

«Ogni tanto si varano provvedimenti che impropriamente si definiscono svuota-carceri ma la realtà è che la situazione di affollamento dei penitenziari è sempre drammaticamente grave, a tutto danno del lavoro dei poliziotti penitenziari. Basta un dato: il 31 dicembre 2009 i detenuti erano 64.791 e, nonostante tre leggi presunte ‘svuota-carceri’ i detenuti sono 64.047, lo scorso 30 novembre 2013. E il Parlamento, su questo scandalo delle sovraffollate carceri italiane nelle quali il 40% dei detenuti è in attesa di un giudizio definitivo, ignora persino l’autorevole messaggio alle Camere del Capo dello Stato dell’8 ottobre scorso.

Noi ribadiamo di non credere che amnistia e indulto, da soli, possano risolvere le criticità del settore carceri. Quello che serve sono vere riforme strutturali sull'esecuzione della pena. La realtà oggettiva è che le carceri restano invivibili, per chi è detenuto e per chi ci lavora. E neppure la vigilanza dinamica, voluta dai vertici dell'amministrazione penitenziaria, ha migliorato la situazione».

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