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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 21/12/2013  -  stampato il 08/12/2016


Contro il trasferimento del Direttore di Marassi si schiera il Sappe: anche i detenuti scioperano

Difendono il loro direttore i detenuti di Marassi. Sono pronti a fare lo sciopero della fame per evitare che Salvatore Mazzeo sia trasferito dalla casa circondariale di Genova-Marassi. Non possono essere sufficienti per una destituzione quelle parole pronunciate dal 'loro' direttore all'indomani della fuga del serial killer Bartolomeo Gagliano.

"Non conoscevo tutta la storia criminale del detenuto. Per me era solo un rapinatore", disse il direttore del carcere che ospitava il detenuto "altamente pericoloso", come l'ha definito il procuratore capo Michele Di Lecce.

Una "dichiarazioni temeraria" come l'ha definita il ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri. "Il carcere era in possesso di tutti i documenti sul detenuto", ha tuonato il Guardasigilli cancellando anche quel briciolo di clemenza che ora i detenuti chiedono in favore del loro direttore. "Ha gettato allarme sulla popolazione e discredito sulle istituzioni", ha detto ancora il ministro davanti al Parlamento. "Per questo ha ordinato il suo trasferimento".

Ma attono al prossimo funzionario-destituito, si è alzato un muro di solidarietà. Lo vogliono proteggere i 'suoi' detenuti e il sindacato di Polizia Penitenziaria Sappe: alzano la voce, diffondono comunicati stampa e minacciano il digiuno.

Non è stata ancora fissata la data in cui comincerà la protesta dei carcerati, ma fonti interne all'istituto di pena danno per certo che l'umanità rinchiusa nel carcere di Marassi presto proclamerà uno sciopero della fame in solidarietà con il direttore Salvatore Mazzeo.

E poi c'è il Sappe, il sindacato più rappresentativo tra gli agenti dlela polizia Penitenziaria: anche loro dalla parte del direttore Mazzeo. "Sarebbe singolare se Salvatore Mazzeo pagasse per talune, pur improvvide, dichiarazioni alla stampa. Se la memoria non mi inganna - ha detto Donato Capece, segretario del Sappe - sono passati meno di tre mesi da quando il ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri, in visita proprio a Genova-Marassi, definì quello diretto da Mazzeo un carcere 'illuminato, bene organizzato e con un ottimo rapporto con il territorio'".

Dal canto suo, il direttore della casa circondariale ammette di essere "profondamente amareggiato": "Ho ricevuto tanta solidarietà da colleghi, sindacati della Polizia Penitenziaria, magistrati e detenuti. E questo allevia, ma non elimina, la mia amarezza".

Parla di "equivoco" il direttore, "un grandissimo equivoco": "Sicuramente mi sarò spiegato male - ha confidato, e ribadisce che lui aveva solo una generica informativa su Bartolomeo Gagliano che riportava solo il motivo per cui era detenuto, rapina, e la fine pena, nel 2015. "Abbiamo rispettato la legge - ripete Salvatore Mazzeo - è successo l'imponderabile. Il passato di Gagliano non doveva contare. Dove andrò? Non so ancora nulla. Ho solo sentito, come tutti, le dichiarazioni del ministro".

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