www.poliziapenitenziaria.it

Home Page> Articolo> Pubblicato il: 23/12/2013  -  stampato il 08/12/2016


Arresto Gagliano in Francia: un anno per l'estradizione, avvocato chiede perizia psichiatrica

Gagliano potrebbe non tornare più in carcere, almeno non in Italia. Il pluriomicida, catturato venerdì a Mentone dopo una fuga di quattro giorni, ieri mattina è comparso davanti a un giudice di Nizza per l'interrogatorio di convalida dell'arresto. Con lui un avvocato d'ufficio e un interprete. Rischia circa un anno di reclusione per il possesso della Beretta 7,65. In giornata è stato trasferito nella prigione provenzale di Luynes, una struttura attrezzata per le brevi detenzioni.

Nel successivo incontro con gli inquirenti - previsto dopo Natale, al tribunale di Aix en Provence - verrà difeso da un legale francese indicato da Mario Iavicoli, l'avvocato genovese di Gagliano. Che preannuncia una richiesta di perizia psichiatrica, anche in Francia: "Il mio cliente ha diritto ad essere valutato per quello che davvero è".

Perché dieci anni fa aveva lasciato il manicomio giudiziario e poi era tornato a Marassi, come un delinquente comune. Ma secondo Iavicoli, vale la pena di esaminare di nuovo le condizioni di Gagliano. Se fosse dichiarato infermo di mente, il serial killer lascerebbe la prigione per il manicomio giudiziario. "E' un'ipotesi concreta. Prima però dobbiamo vedere come sarà giudicato dalla giustizia francese. Potrebbe tornare in Italia non prima di un anno", conferma il legale, che venerdì aveva ricevuto una telefonata dal ricercato: "Voleva costituirsi la sera stessa" spiega. Gli investigatori francesi non lo lasceranno andare tanto presto. Ci sono ancora troppi misteri da chiarire: il possesso dell'arma e di tutti quei proiettili di un altro calibro, quello delle amfetamine, una certa disponibilità di denaro contante, la misteriosa scomparsa di un telefono cellulare che il pluriomicida avrebbe utilizzato, l'ombra di un complice francese.

L'estradizione sarà una cosa lunga. "Io metto in conto almeno un anno di attesa", sostiene Iavicoli. "Poi toccherà alla giustizia italiana: delinquente comune, rischia una condanna tra i quattro e i cinque anni. Pensare che senza quella fuga avrebbe lasciato Marassi a gennaio, tra meno di un mese". E' anche per questo che il legale nutre dubbi sulla piena lucidità del suo assistito. "Considerate le sue condizioni, in futuro potrebbe trascorrere lo stesso periodo in un manicomio giudiziario".

genova.repubblica.it