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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 12/01/2014  -  stampato il 04/12/2016


Il braccialetto elettronico per i detenuti agli arresti domiciliari arriva a Ravenna

Ieri pomeriggio, la Questura di Ravenna, con la collaborazione del Commissariato di Faenza, ha attivato in provincia il primo braccialetto elettronico per il controllo dei detenuti agli arresti domiciliari. L'attivazione effettuata a Ravenna dalla Polizia di Stato ha visto l'applicazione del dispositivo di monitoraggio a distanza con l'ausilio delle più recenti tecnologie elettroniche utilizzate per il controllo da postazione remota, ovvero dalla centrale operativa.
Il sistema è costituito dal cd "braccialetto elettronico", normalmente applicato alla caviglia del detenuto, e di una centralina elettronica installata presso l'abitazione ove si deve scontare il periodo agli arresti.

La centralina, dialogando con il dispositivo di controllo a distanza, comunica alle centrali operative delle Forze dell'ordine gli eventuali allontanamenti dall'abitazione di cui il detenuto si dovesse rendere responsabile. In tal caso intervengono le pattuglie impiegate nel controllo del territorio.

Come, perchè e a chi si applica il cd braccialetto elettronico
In virtù di un decreto legge (n.341 del 24 novembre 2000) il giudice, nel disporre misure diverse dalla custodia in carcere (nel nostro caso gli arresti domiciliari in luogo della custodia cautelare in carcere con particolari modalità di controllo), deve preventivamente verificare la disponibilità delle apparecchiature necessarie e la effettiva possibilità tecnica del controllo remoto.
Ciò vuol dire che, una volta che il condannato o la persona sottoposta a custodia cautelare abbia dato il proprio consenso alla sottoposizione al controllo elettronico, è necessaria una verifica - fatta dalla Polizia congiuntamente agli incaricati della ditta fornitrice della tecnologia - nel sito interessato, per accertare che in quel luogo vi siano i requisiti tecnici necessari
Se la verifica ha esito positivo, viene sostanzialmente perimetrato il domicilio dove il detenuto dovrà permanere e creata una linea telefonica che collega il braccialetto e la centrale operativa della Polizia, attraverso una mini centralina che viene collocata nell'appartamento interessato.
La Polizia Penitenziaria accompagna al domicilio la persona, alla cui caviglia viene applicato il braccialetto, che ha caratteristiche tali da consentirgli anche le consuete operazioni igieniche, in quanto è subacqueo.
Il software consente di monitorare costantemente la permanenza della persona nel luogo prescritto e di lanciare in tempo reale un allarme acustico e visivo su un apposito monitor della sala operativa in caso di 1) manomissione del braccialetto 2) evasione dal perimetro segnalato 3) malfunzionamento dell'apparecchiatura. In ognuno di questi casi l'operatore interviene secondo emergenza e può fruire in tempo reale dell'assistenza tecnica necessaria da parte di un referente sempre reperibile della ditta fornitrice della tecnologia.
Il software consente anche di tenere in memoria un report storico di tutte le eventuali anomalie verificatesi dall'inizio della custodia controllata.
Consente infine di inserire nel sistema eventuali permessi autorizzati, in modo tale che l'uscita consentita non determini la segnalazione di allarme.
In caso di manomissione del braccialetto o di uscita dal luogo consentito, il detenuto risponde di evasione e il giudice dispone nei suoi confronti la revoca della misura e la sua sostituzione con la custodia cautelare in carcere
Sono tecnicamente idonee a gestire il braccialetto tutte le strutture provinciali di Polizia di Stato e Carabinieri, quindi le Questure e i Comandi Provinciali dell'Arma
In provincia di Ravenna questo è il primo caso di applicazione del braccialetto elettronico, ma è anche il primo caso in Italia di utilizzo del braccialetto con una nuova tecnologia che contiene nel cinturino un sistema di rilevazione corporea. Si tratta quindi di un'apparecchiatura più "intelligente" e moderna della precedente.
Dopo tutte le necessarie verifiche tecniche, il braccialetto è stato applicato nel pomeriggio di ieri 9 gennaio, a un giovane di Faenza, L.D.L. , classe '91, che è in stato di custodia cautelare per detenzione a scopo di spaccio di sostanza stupefacente. Il provvedimento restrittivo è stato disposto dal GIP del Tribunale di Forlì, mentre la detenzione domiciliare controllata è stata autorizzata, previo il necessario consenso dell'interessato, dal Tribunale Distrettuale della Libertà di Bologna.
In provincia di Ravenna sono al momento presenti 308 persone sottoposte agli arresti domiciliari (76 nel capoluogo) e 73 che scontano la pena in regime di detenzione domiciliare (18 nel capoluogo). Nei confronti di questa categoria di persone nel 2013 la Polizia di Stato ha effettuato complessivamente 1106 controlli specifici.

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