www.poliziapenitenziaria.it

Home Page> Articolo> Pubblicato il: 05/07/2010  -  stampato il 07/12/2016


carcere di lecce: “il governo non finga di non sapere”

 LECCE - Il governo nazionale ora non può fingere di non sapere che il penitenziario di Lecce rischia di esplodere: si riassume così il pensiero del Sappe (sindacato autonomo polizia penitenziaria), che ha appreso come i propri pressanti appelli circa la drammatica situazione che si sta vivendo presso il carcere di Lecce siano arrivata nel Palazzo attraverso un’interrogazione parlamentare a firma del Senatore Alberto Maritati ed indirizzata al Ministro Angelino Alfano, presentata in data 29 giugno scorso. Nel testo, Maritati parte dal sovraffollamento dei detenuti che hanno superato le 1400 unità a fronte di 660 presenze circa, evidenziando i gravi disagi e le condizioni inumane sia per le persone detenute che per il personale di Polizia Penitenziaria e ponendo l’accento sulle condizioni igienico sanitarie derivanti da tale promiscuità che di fatto annullano qualsiasi diritto sancito dalla Costituzione Italiana: “Peraltro tale clima di tensione e di sofferenza – afferma il segretario nazionale del sindacato Federico Pilagatti - ha determinato negli ultimi tempi ben due suicidi di detenuti, a cui vanno ad aggiungersi le decine di tentati suicidi evitati all’ultimo momento grazie alla professionalità ed al coraggio dei poliziotti penitenziari”. 

Maritati ha anche sottolineato le gravi difficoltà di organico in cui versa la Polizia Penitenziaria per cui solo negli ultimi due anni oltre cento unità sono venute meno per motivi vari, senza che si sia provveduto a rimpiazzarne nemmeno una. Come pure tutta una serie di attività di risocializzazione e di recupero detenuti, anche queste sancite dalla Costituzione, sono pressoché inesistenti: “Purtroppo il senatore Maritati – puntualizza Pilagatti - non fa presente che la situazione ogni giorno si deteriora sempre di più con i detenuti che fanno lo sciopero della fame perché manca l’acqua, oppure perché le fogne sono intasate; perché l’assistenza sanitaria è molto carente, oppure perché in 9 mq, quattro persone possono starci solo se ognuno è steso sul proprio letto che può trovarsi a 30 centimetri dal soffitto (sembra di essere chiusi in una bara), con il rischio di cadere giù e spezzarsi l’osso del collo, con temperature delle celle in cemento arroventate che sfiorano i 50 gradi”.

“Ormai il numero degli agenti sottoposti allo stress di carichi di lavoro massacranti – prosegue - che non c’è la fanno più, sale ogni giorno che passa, rendendo la situazione sempre più difficile”. Ecco perché il Sappe da parecchi mesi va denunciando tale situazione, chiedendo tra l’indifferenza generale che siano inviati almeno cento poliziotti presso il carcere del capoluogo Salentino nonché l’utilizzo di militari sul muro di cinta, al fine di liberare personale da impiegare all’interno delle sezioni detentive: “Si vuole – precisa Pilagatti - ricordare che un solo agente deve controllare oltre 70 detenuti, anche pericolosissimi. Il Sappe peraltro aveva proposto per far fronte alla fatiscenza delle celle superaffollate e per ridare dignità a persone che vivono situazioni igienico-sanitarie da terzo mondo, di costruire negli enormi spazi a disposizione all’interno del muro di cinta, sezioni modulari che oltre ad essere più economiche di quelle in muratura, offrono maggiori confort, pulizia, sicurezza, e non necessitano di alcuna manutenzione”.

Secondo il segretario basterebbero sei mesi di tempo e meno di 20milioni di euro per approntare delle sezioni detentive modulari che potrebbero ospitare oltre 600 detenuti con tutti i risvolti positivi per il carcere di Lecce. Del resto “i fondi per il piano straordinario per le carceri sono disponibili”. Il Sappe infine rivolge un appello al Presidente della Repubblica affinché prima di partire per le vacanze “faccia un tour nelle carceri Italiane per verificare come la continua e palese violazione della carta costituzionale, faccia precipitare la Nostra Nazione a livelli da terzo mondo”. “Ormai tutti sanno che aria tira nel carcere di Lecce e di quelli Pugliesi e Nazionali – conclude -, ogni evento drammatico che potrà accadere, avrà delle responsabilità ben precise che non potranno essere declinate con la solita propaganda politica”.

Fonte: lecceprima.it